Piglio, l’edicola sacra senza più immagini: «Restano solo la cornice e una tavola di legno»

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In Via Maggiore una splendida edicola religiosa priva dell’immagine sacra. L’appello per il recupero delle antiche “Madonnelle” del centro storico.

Ci sono Madonne che compaiono su un vetro o su un muro, tra lo stupore dei fedeli e lo scetticismo degli empi. E poi ci sono Madonne che scompaiono, lentamente, senza che quasi nessuno se ne accorga.

È il caso dell’edicola sacra di Via Maggiore a Piglio, tra Piazza Guglielmo Marconi e Piazza Santa Maria. Una splendida struttura religiosa in stile classicheggiante che, nonostante il valore storico e artistico, oggi appare priva dell’immagine sacra che un tempo custodiva.

Restano la grande cornice di gusto barocco, le colonne, i capitelli e le trabeazioni. Al centro, però, dell’immagine religiosa non rimane praticamente più nulla: soltanto una tavola di legno senza colori. A completare il quadro, quasi come elementi estranei alla struttura originaria, ci sono un tubo del gas e un cavo elettrico.

«Orsù, qualcuno faccia qualcosa», è l’appello rivolto a chi potrebbe intervenire per restituire dignità a questa antica edicola religiosa del centro storico di Piglio.

Le antiche “Madonnelle” di Piglio

Quella delle edicole sacre di Piglio, presenti con una certa frequenza agli angoli delle case, sulle facciate degli archi, lungo le strade e nei vicoli del centro storico, è un’antica tradizione oggi ormai desueta, ma ancora carica di atmosfere e suggestioni del passato.

Le più vetuste sono incassate direttamente nella struttura delle abitazioni e custodiscono generalmente un’immagine sacra, nella maggior parte dei casi la Madonna con il Bambino. Da qui il nome popolare di “Madonnella”.

Le immagini sacre, molto venerate dagli antichi abitanti di Piglio, e le numerose edicole collocate nei diversi “Rioni” del centro storico rappresentano una memoria di una fede antica e sempre viva. Sono espressione della devozione della cittadinanza e, secondo la tradizione, rappresentavano anche una richiesta di protezione e di aiuto celeste contro malattie e pestilenze che in passato colpirono duramente il territorio.

La tradizione popolare affidava inoltre all’immagine sacra incastonata nelle abitazioni il compito simbolico di proteggere gli abitanti da tutto ciò che potesse turbare la tranquillità della comunità.

Le edicole sacre come luoghi di comunità

Le “Madonnelle” non erano soltanto elementi di devozione religiosa. Costituivano anche un importante legame di vicinato.

La gente si prendeva cura a turno delle immagini, tributando loro attenzioni e onori in modo aperto e condiviso. Le edicole diventavano così anche luoghi di incontro, dove recitare insieme il Rosario, soprattutto durante il mese di maggio.

Un patrimonio fatto quindi non soltanto di arte e architettura, ma anche di memoria, tradizioni e vita quotidiana.

Oggi, però, molte di queste testimonianze appaiono isolate e trascurate. Quasi tutte avrebbero bisogno di interventi di recupero e di manutenzione per tornare a mostrare, almeno in parte, il loro antico splendore.

Eppure, nonostante l’indifferenza e il trascorrere del tempo, le edicole sacre di Piglio continuano a rimanere al loro posto, come testimonianza di una fede e di una cultura che hanno attraversato generazioni.

Le altre edicole religiose del centro storico

Migliore è la sorte dell’immagine sacra situata all’incrocio tra Via Arringo e Via Maggiore, oggi in buone condizioni grazie a un recente restauro effettuato dai proprietari.

Sempre lungo Via Arringo il turista può ammirare altre edicole religiose caratterizzate da strutture particolari, capaci di evidenziarne lo stile classico.

Una di queste è collocata presso l’Arco dell’Arringo e sembra quasi una “sentinella” a vigilare sulla tranquillità degli abitanti, insieme a quella situata sotto l’arco della fontana ai piedi del castello.

Un patrimonio diffuso che meriterebbe maggiore attenzione e che potrebbe rappresentare anche un elemento di interesse per chi visita il centro storico di Piglio.

Per questo sarebbe opportuno che l’amministrazione comunale e gli amanti dell’arte, con il coinvolgimento e la supervisione della Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici del Lazio, valutassero un concreto progetto di recupero.

L’obiettivo dovrebbe essere quello di restituire alle antiche edicole sacre di Piglio il loro primitivo splendore, preservando queste piccole testimonianze di arte e devozione affinché possano continuare a raccontare, anche alle future generazioni, la storia e le tradizioni della comunità.

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Redazione
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