Divieto di dimora in provincia di Frosinone per un uomo e una donna di 40 anni. Secondo le indagini, la vittima sarebbe stata costretta a versare ingenti somme di denaro.
Due coniugi di 40 anni, conviventi a Sora, sono destinatari di un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali e reali eseguita nel pomeriggio del 7 settembre dai Carabinieri della Compagnia di Sora. Il provvedimento è stato emesso al termine di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino, avviata dopo la denuncia-querela presentata da un imprenditore edile della città volsca.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la vicenda sarebbe iniziata nel febbraio 2026. L’uomo, facendo leva su un presunto legame con ambienti criminali, si sarebbe proposto all’imprenditore come garante per risolvere una situazione di disturbo che lo riguardava. La presunta attività di mediazione si sarebbe poi trasformata in una sistematica richiesta di denaro.
Gli indagati, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbero prospettato alla vittima contatti con esponenti della malavita, gli stessi a cui si sarebbero rivolti per “sistemare” la situazione. Da quel momento sarebbero iniziati messaggi minatori quotidiani, con minacce di morte, violenze e, in alcune circostanze, anche di sequestro della persona.
Sotto la pressione di queste minacce, l’imprenditore sarebbe stato costretto a versare somme particolarmente ingenti. Il denaro, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe stato reperito attraverso prelievi bancari, trasferimenti di conto, prestiti e la vendita forzata di beni aziendali e personali.
Le misure cautelari
Sulla base degli elementi raccolti dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Sora, la Procura ha richiesto e ottenuto dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Cassino due provvedimenti.
Per entrambi gli indagati è stato disposto il divieto di dimora in tutto il territorio della provincia di Frosinone. È stato inoltre disposto il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, di somme di denaro fino a 110mila euro, ritenute dagli investigatori corrispondenti all’importo complessivamente estorto alla vittima.
I militari, con il supporto dei colleghi del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Frosinone, hanno rintracciato i due coniugi a Pescasseroli, in provincia dell’Aquila. Dopo essere stati accompagnati presso il comando, sono state eseguite perquisizioni in alcune abitazioni di loro pertinenza.
L’attività aveva l’obiettivo di acquisire dispositivi elettronici di comunicazione, documenti e ulteriori elementi informatici utili a ricostruire i rapporti tra gli indagati, la vittima ed eventuali altri soggetti coinvolti.
Il sequestro sui conti bancari
Nel corso delle operazioni sono stati individuati rapporti bancari presso 11 distinti istituti di credito. Alle banche è stato notificato il provvedimento di blocco per il sequestro del denaro fino alla somma oggetto dell’indagine.
Una volta verificata la disponibilità sui conti, le somme saranno messe a disposizione dell’Autorità giudiziaria procedente.
Le accuse dovranno ora essere valutate nelle successive fasi del procedimento. Ai due indagati si applica la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.




















