Aggredito perché frequentava la ex di uno dei due: in aula arrivano le scuse e la remissione della querela

Marina Mingarelli
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Due fratelli di Frosinone erano finiti a processo per le lesioni a un minorenne. La famiglia ha rinunciato al risarcimento chiedendo soltanto un gesto di responsabilità

Secondo le accuse, lo avrebbero aggredito e malmenato soltanto perché frequentava la ex fidanzata di uno dei due. Una vicenda che risale allo scorso anno e che ieri mattina, nelle aule del tribunale, ha conosciuto un epilogo particolare. Protagonisti sono due fratelli di Frosinone, finiti a processo con l’accusa di lesioni nei confronti di un ragazzo minorenne. I fatti si erano verificati nel cuore della notte in una piazza di Anagni. Secondo la ricostruzione accusatoria, i due avrebbero organizzato una sorta di imboscata ai danni del giovane, per poi aggredirlo e picchiarlo.

Il minorenne, a seguito delle ferite riportate, era stato costretto a ricorrere alle cure dei sanitari. Da qui erano partiti gli accertamenti che avevano portato, successivamente, al rinvio a giudizio dei due fratelli.

Ieri mattina, però, durante l’udienza, è arrivato il momento destinato a cambiare il corso della vicenda. I genitori del ragazzo, rappresentati dall’avvocato Andreina Ciotoli, hanno deciso di rimettere la querela. Una scelta accompagnata da una richiesta precisa: nessun risarcimento economico, ma le scuse dei due imputati.

La decisione della famiglia è stata legata soprattutto alla volontà di trasformare quanto accaduto in un’occasione di riflessione per i più giovani. Il messaggio è quello che la violenza non può diventare la risposta a un contrasto, a una gelosia o a una situazione sentimentale e che determinati comportamenti possono avere conseguenze importanti.

Le scuse, ieri, sono arrivate. I due giovani hanno chiesto perdono al ragazzo e, in un momento particolarmente significativo dell’udienza, si sono avvicinati a lui stringendogli la mano. Un gesto semplice che ha suscitato la reazione dei presenti in aula, dove è partito un lungo e spontaneo applauso.

La famiglia del giovane ha quindi scelto di non puntare sul risarcimento, ma sulla possibilità che quella vicenda potesse lasciare un insegnamento. Rispetto dell’altro, lealtà e amicizia sono stati i valori indicati come centrali, soprattutto quando a essere coinvolti sono ragazzi chiamati a confrontarsi con emozioni, conflitti e situazioni difficili.

Soddisfatta per l’esito dell’udienza anche l’avvocato Andreina Ciotoli, che ha assistito i familiari del giovane e ha sottolineato l’importanza di trasmettere alle nuove generazioni proprio quei valori di rispetto, lealtà e amicizia che possono rappresentare un argine alla violenza.

Una stretta di mano, dopo un’aggressione finita in tribunale, ha così segnato il momento conclusivo di una vicenda che la famiglia ha scelto di trasformare soprattutto in un messaggio educativo.

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Marina Mingarelli
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