Sora, truffa su WhatsApp: tre denunciati. La Polizia avverte, «Non fidatevi delle richieste di denaro»

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I poliziotti del Commissariato hanno ricostruito un sistema di raggiri attraverso account WhatsApp acquisiti illecitamente. Nel mirino anche i contatti delle vittime.

Tre persone sono state denunciate dalla Polizia di Stato di Sora, al termine di un’attività d’indagine su una truffa realizzata attraverso WhatsApp. Nei loro confronti è emerso un grave quadro indiziario in ordine ai reati di truffa, sostituzione di persona, accesso abusivo a sistema informatico e frode informatica, in concorso.

L’indagine è partita dalla denuncia-querela presentata dalla vittima al Commissariato di Pubblica Sicurezza della Città Volsca. Gli investigatori hanno ricostruito un articolato meccanismo fraudolento basato sull’indebita acquisizione e sul successivo utilizzo di account WhatsApp appartenenti a ignari utenti.

Una volta ottenuto l’accesso, i truffatori contattavano diverse persone presenti nella rubrica della vittima e chiedevano loro denaro, facendo leva su una situazione emergenziale. I destinatari delle richieste venivano così indotti, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, a effettuare bonifici bancari.

Le somme venivano poi trasferite verso altri rapporti finanziari, con l’obiettivo di disperdere i proventi illecitamente ottenuti.

I consigli della Polizia per proteggere WhatsApp

La Polizia di Stato invita a prestare particolare attenzione alle richieste di denaro ricevute tramite messaggistica. Prima di effettuare un pagamento è fondamentale verificare l’identità di chi lo richiede, contattando direttamente la persona attraverso un altro numero o dispositivo oppure, quando possibile, di persona.

È inoltre importante mantenere aggiornati il sistema operativo del dispositivo e l’applicazione WhatsApp. La sezione “Dispositivi collegati” consente di controllare le sessioni associate al proprio account e di disconnettere immediatamente eventuali dispositivi non riconosciuti.

Tra le altre precauzioni indicate dalla Polizia ci sono l’attivazione della verifica in due passaggi, la limitazione del download automatico di contenuti e allegati e la protezione del dispositivo mediante codice, Touch ID o Face ID.

Se l’account WhatsApp risulta compromesso, è importante avvisare tempestivamente i propri contatti, invitandoli a non rispondere a eventuali richieste di denaro, e avviare la procedura di recupero dell’account.

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