A 22 anni non si dovrebbe morire così

Fabio Fanelli
3 MIn Lettura

Un’altra strada. Un altro ragazzo. Un’altra famiglia che, da un momento all’altro, vede cambiare tutto.

Luca Fella aveva 22 anni. È morto all’alba a Sant’Elia Fiumerapido. Una notizia che ha attraversato rapidamente il paese, lasciando dietro di sé incredulità, dolore e quel senso di vuoto che accompagna sempre tragedie come questa.

A 22 anni non si dovrebbe parlare al passato di una vita.

Il sindaco Fabio Violi, nel messaggio di cordoglio rivolto alla famiglia, agli amici e alle persone che conoscevano Luca, ha espresso il dolore di un’intera comunità. Parole che in momenti come questi assumono un significato diverso, perché un Paese piccolo o grande che sia sente immediatamente quando viene a mancare uno dei suoi ragazzi.

E Sant’Elia oggi piange un ragazzo di 22 anni.

Non è il momento di cercare responsabilità o di anticipare conclusioni. Ci sono accertamenti da fare e una dinamica da chiarire. Il rispetto per Luca e per la sua famiglia impone prudenza.

Ma una riflessione, ancora una volta, dobbiamo farla.

Perché continuiamo a raccontare giovani vite spezzate sulle strade. Cambiano i nomi, cambiano i luoghi, cambiano le dinamiche. Ma resta sempre la stessa scena: i soccorsi, le sirene, l’attesa, poi la notizia che nessuno vorrebbe ricevere.

E dopo? Dopo arrivano i messaggi di cordoglio. Le fotografie condivise dagli amici. I ricordi. I fiori. Le parole che cercano di dare conforto a chi conforto non può trovarne.

Poi, lentamente, tutto riprende. Le macchine tornano a percorrere quella strada. Le persone tornano alle loro giornate. Il traffico continua a scorrere.

Ma per una famiglia il tempo si ferma. E forse è proprio questo che dovremmo ricordare ogni volta che leggiamo la notizia dell’ennesimo incidente. Dietro una riga di cronaca non c’è mai soltanto un incidente. C’è una vita che si interrompe e ci sono decine di altre vite che da quel momento non saranno più le stesse.

Dovremmo parlare di sicurezza prima delle tragedie. Prima delle sirene. Prima che qualcuno debba lasciare un fiore sul ciglio di una strada.

Dovremmo farlo parlando di prudenza, di controlli, di manutenzione, di educazione alla guida. Ma soprattutto dovremmo smettere di pensare che certe cose accadano sempre agli altri.

Perché la vita non è una prova generale. Non esiste un secondo tentativo quando si è alla guida. Non esiste il tasto per tornare indietro dopo un attimo di distrazione, una scelta sbagliata, una valutazione fatta in pochi secondi.

Oggi Sant’Elia Fiumerapido è in lutto per Luca. E il messaggio di cordoglio del sindaco, il dolore degli amici, l’abbraccio di un’intera comunità raccontano una ferita che resterà aperta a lungo.

Perché a 22 anni una vita non dovrebbe spegnersi su una strada. A 22 anni quella strada dovrebbe ancora portare lontano.

Condividi questo articolo
Nessun commento