Il reparto diretto dal professor Francesco Versaci è ai vertici per gli interventi di denervazione renale.
La sanità pontina ha un patrimonio di professionalità che merita di essere riconosciuto, valorizzato e sostenuto. All’ospedale Santa Maria Goretti di Latina, la Cardiologia diretta dal professor Francesco Versaci rappresenta una delle esperienze più significative di questa capacità di innovazione: il reparto ha raggiunto il primo posto in Italia per numero di interventi di denervazione renale, una procedura avanzata utilizzata nel trattamento dell’ipertensione arteriosa resistente. Un risultato che proietta il presidio pontino in una dimensione di rilievo nazionale e dimostra quanto competenze, ricerca e organizzazione possano incidere concretamente sulla qualità delle cure.
Ma il riconoscimento di un’eccellenza non può diventare un motivo per ignorare ciò che ancora non funziona. È proprio da questa consapevolezza che nasce la riflessione di Natan Altomare, manager della sanità con esperienza anche in ambito universitario e attuale amministratore delegato del Gruppo Humana Riability. Una riflessione che parte da un’esperienza personale: Altomare è stato sottoposto a un intervento di denervazione renale proprio al Goretti e racconta di averne tratto un significativo beneficio per la propria salute.
«Aver vissuto in prima persona questo intervento ed essermi avvalso di professionalità di così alto livello mi ha permesso di toccare con mano un miglioramento straordinario per la mia salute», afferma. Parole che hanno il valore della testimonianza di un paziente, ma anche il peso di uno sguardo professionale sul sistema sanitario. «Da cittadino e da manager del settore, non posso che essere orgoglioso di vedere la mia città al centro dell’eccellenza medica nazionale. Tuttavia, i veri talenti e le professionalità di questo calibro vanno supportati concretamente affinché le eccellenze rimangano tali e continuino a crescere».
È questo il punto centrale della questione: una struttura sanitaria non può essere giudicata soltanto dai risultati dei suoi reparti migliori, ma anche dalla capacità di garantire condizioni adeguate a chi vi entra per curarsi. E proprio sul versante dell’accoglienza e della qualità della degenza Altomare segnala alcune criticità che, a suo giudizio, non sono compatibili con il livello delle prestazioni cliniche raggiunto.
«Non è ammissibile che in un centro d’eccellenza possano talvolta mancare all’interno delle stanze dotazioni primarie ed essenziali, come delle semplici coperte o delle sedie per i pazienti e i loro familiari», sottolinea. Un richiamo che porta al centro un aspetto spesso considerato secondario, ma che secondario non è: la dignità dell’assistenza passa anche dalla qualità degli ambienti, dall’attenzione ai bisogni quotidiani e dal rispetto riservato alle persone durante la degenza.
La sfida, però, va oltre le condizioni alberghiere. Per il manager, il Santa Maria Goretti deve completare il percorso verso un DEA di II Livello pienamente operativo, dotandosi delle risorse e delle professionalità necessarie a garantire una risposta più ampia alle emergenze e alle patologie complesse. In questa prospettiva, Altomare richiama la necessità di una struttura cardiochirurgica a supporto della Cardiologia, in grado di completare l’offerta assistenziale.
«Solo così potremo chiudere il cerchio per una risposta assistenziale totale sulla nostra provincia», osserva. L’obiettivo indicato è quello di ridurre la mobilità sanitaria passiva, offrendo ai cittadini pontini la possibilità di accedere sul proprio territorio a prestazioni altamente specialistiche, senza essere costretti a rivolgersi ad altre strutture fuori provincia o fuori regione.
Un progetto che richiede programmazione, investimenti e un confronto concreto con la Regione Lazio e con i vertici della sanità. Perché il riconoscimento di un DEA di II Livello non può esaurirsi in una classificazione formale: deve tradursi in servizi effettivamente disponibili, personale adeguato, tecnologie e collegamenti funzionali tra le diverse specialità.
Nel suo intervento, Altomare rivolge infine un plauso diretto al professor Versaci e all’intera équipe della Cardiologia, estendendo il riconoscimento a tutto il personale sanitario per la professionalità e la disponibilità dimostrate. «Desidero esprimere le mie più vive congratulazioni, sia da paziente grato per i benefici ricevuti che da cittadino orgoglioso della propria terra, al professor Francesco Versaci per lo straordinario lavoro che sta portando avanti insieme alla sua équipe e a tutto il personale sanitario, sempre estremamente gentile e cordiale».
Il suo è anche un invito a proseguire su questa strada, senza rinunciare a chiedere alle istituzioni il sostegno necessario per consolidare i risultati raggiunti.
La questione, in fondo, riguarda il futuro della sanità pontina. Il Goretti dimostra di poter esprimere professionalità capaci di competere ai massimi livelli. Adesso la responsabilità delle istituzioni è creare le condizioni perché questo patrimonio non resti affidato soltanto all’impegno dei singoli reparti. Perché un’eccellenza non si misura esclusivamente da ciò che riesce a fare, ma anche dalle risorse che le vengono messe a disposizione per continuare a farlo. E soprattutto dalla capacità di trasformare un risultato di prestigio in un diritto concreto per tutti i cittadini.











