Il pasticcere di Sezze, in provincia di Latina, ha conquistato la finale del Campionato del mondo del Panettone FIPGC in due categorie, classica e salata. A Napoli presenterà una ricetta che unisce carciofo setino, aglio nero fermentato, formaggio di pecora e una preparazione di famiglia legata alla memoria del nonno Enzo.
Dal carciofo setino alla finale di un campionato internazionale dedicato a uno dei grandi simboli della pasticceria italiana. Francesco Ricci, pasticcere di Sezze, si prepara a portare il proprio lavoro a Napoli, dove il 15 e 16 novembre, alla Mostra d’Oltremare, si svolgerà la finale del Campionato del mondo del Panettone organizzato dalla FIPGC, la Federazione internazionale pasticceria, gelateria e cioccolateria, nell’ambito della fiera Gustus.
Ricci ha conquistato l’accesso alla finale dopo le selezioni disputate il 12 e 13 ottobre a Ercolano, qualificandosi in entrambe le categorie, classica e salata. Due interpretazioni differenti del grande lievitato, che gli consentiranno di confrontarsi con gli altri finalisti e di presentare il proprio approccio a una preparazione che richiede tecnica, precisione e capacità di ricerca.
È soprattutto nella versione salata che emerge il legame con Sezze e con la sua tradizione gastronomica. La ricetta ideata dal pasticcere parte da un impasto al carciofo setino, ingrediente centrale di una preparazione arricchita con aglio nero fermentato e spezie. A completare il panettone ci sono la salsiccia di maiale realizzata secondo la ricetta del nonno Enzo, il formaggio di pecora setino e il carciofo semicandito in sospensione.
Un insieme di ingredienti che porta il territorio direttamente nell’impasto e costruisce un dialogo tra sapori della tradizione e sperimentazione. Il carciofo setino non è soltanto un richiamo alle produzioni locali, ma diventa il punto di partenza di una ricetta che esplora una strada diversa rispetto alla pasticceria più convenzionale. La componente vegetale si accompagna alla sapidità della salsiccia e del formaggio, mentre l’aglio nero fermentato e le spezie contribuiscono a definire il profilo aromatico della preparazione.
C’è poi un elemento che rende questa creazione ancora più personale: la ricetta del nonno Enzo. La sua presenza racconta il valore delle tradizioni familiari, capaci di attraversare il tempo e trovare nuove forme anche lontano dalla cucina di casa. In questo caso, un sapere legato alla memoria diventa parte di una preparazione che punta a misurarsi con il panorama della pasticceria contemporanea.
La partecipazione alla finale rappresenta per Francesco Ricci un’importante occasione di confronto, ma anche la possibilità di valorizzare le materie prime e l’identità gastronomica di Sezze attraverso una competizione di respiro internazionale. Accanto alla versione salata ci sarà quella classica, espressione dell’altra anima del panettone, legata alla tradizione e alla complessità tecnica della lavorazione.
L’appuntamento è ora a Napoli, il 15 e 16 novembre, per la finale del Campionato del mondo del Panettone FIPGC. Ricci arriverà con due preparazioni e una proposta salata che porta con sé i sapori del territorio pontino e il ricordo di famiglia. Un percorso che parte da Sezze e trova nel panettone un modo originale per raccontare ingredienti, tradizioni e ricerca gastronomica.










