San Biagio Saracinisco, la storia di Sharon: la portalettere che ha trovato una comunità pronta ad accoglierla

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Originaria di Sorrento e residente a Villa Latina, ha 29 anni e consegna lettere e pacchi nel piccolo comune della Valle di Comino. «Mi hanno aiutata fin dal primo giorno, mi fanno sentire come a casa».

A San Biagio Saracinisco, in Valle di Comino, consegnare la posta significa molto più che recapitare lettere e pacchi. In un paese di appena 287 abitanti, dove le persone si conoscono e la solidarietà si traduce in piccoli gesti quotidiani, anche il lavoro della portalettere diventa un’occasione per costruire relazioni. È la storia di Sharon Langella, 29 anni, originaria di Sorrento e residente a Villa Latina, che con Poste Italiane si occupa delle consegne anche in questo piccolo centro dell’Appennino.

Lontana dalla sua città d’origine, Sharon ha trovato un’accoglienza capace di farla sentire parte del paese. In servizio da circa nove mesi tra i centri logistici di Cassino e Villa Latina, racconta di aver superato le iniziali incertezze grazie alla disponibilità degli abitanti.

«In un primo momento ero un po’ timorosa, ma le persone mi hanno aiutata fin dal primo giorno», spiega. «Mi hanno dato fiducia da subito e non mi hanno mai lasciata sola. Ti fanno sentire parte della comunità».

È soprattutto nelle consegne quotidiane che questo legame prende forma. A San Biagio Saracinisco, infatti, una lettera o una rivista possono diventare il pretesto per scambiare qualche parola, fermarsi ad ascoltare e conoscere meglio chi vive sul territorio. Un rapporto che si costruisce con il tempo e che, per Sharon, rappresenta uno degli aspetti più significativi del suo lavoro.

«Anche gli anziani qui sembrano giovani: hanno sempre voglia di parlare e di stare insieme», racconta. Tra i ricordi che porta con sé c’è quello di una signora di ottant’anni che aspetta ogni settimana la sua rivista preferita e gliela chiede con trepidazione. «Sono persone che ti rimangono impresse. Con il tempo stiamo imparando a conoscerci e si crea un rapporto che va oltre la consegna».

In un paese dove tutti si conoscono, anche trovare un indirizzo diventa un lavoro di squadra. La toponomastica è stata modificata di recente e il territorio comunale si estende ben oltre il centro abitato, con case sparse anche nelle vicinanze del Lago di Selva. Raggiungere ogni destinatario non è sempre immediato, soprattutto quando la connessione internet viene meno e le indicazioni stradali non sono sufficienti.

È allora che entra in gioco la disponibilità degli abitanti. «Qui sanno tutti di tutti», spiega Sharon. «Se non trovi un numero civico o non sai dove abita una persona, qualcuno ti aiuta sempre. A volte basta fermarsi al bar o alla trattoria per chiedere informazioni e trovare subito qualcuno che conosce la strada o il destinatario. Non mi hanno mai lasciata senza una risposta».

Una rete di relazioni che racconta il valore dei piccoli centri e il ruolo di chi, attraverso il proprio lavoro, li attraversa ogni giorno, diventando una presenza familiare per residenti e famiglie.

Accanto alla dimensione umana, c’è anche quella dei servizi. Poste Italiane è presente a San Biagio Saracinisco con il progetto Polis, iniziativa rivolta ai comuni con meno di 15mila abitanti per favorire l’accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione attraverso uffici postali più moderni e funzionali. Nel paese, l’ufficio postale è stato rinnovato nel 2024, mentre nel 2025 è stato installato un ATM Postamat di ultima generazione.

Innovazione e vicinanza alle persone si incontrano così nella quotidianità di un territorio montano, dove la consegna della posta conserva un valore che va oltre il servizio. Perché, a San Biagio Saracinisco, il lavoro di una portalettere può diventare anche una storia di accoglienza, fiducia e appartenenza. E per Sharon, arrivata da lontano, quel paese è diventato un luogo in cui sentirsi a casa.

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