Il trequartista austriaco si presenta al pubblico italiano con due gol nel 4-4 di Bergamo. Qualità, duttilità tattica e ambizione: il “Messi delle Alpi” può diventare un uomo chiave per la squadra giallazzurra.
Il Frosinone scopre tutto il talento di Romano Schmid. Il trequartista austriaco, conosciuto anche come il “Messi delle Alpi”, si è preso la scena nella spettacolare sfida terminata 4-4 contro l’Atalanta alla New Balance Arena di Bergamo, firmando una doppietta che racconta molto delle sue qualità e del contributo che può offrire alla squadra di Massimiliano Alvini.
Due gol diversi per esecuzione, ma entrambi significativi. Il primo è arrivato approfittando di un retropassaggio di Ederson, con Schmid pronto a sfruttare l’occasione. Il secondo, invece, è stato il coronamento di una bella azione offensiva, rifinita dall’assist di Ghedjemis. Due marcature che hanno messo in evidenza il senso della posizione, la rapidità di pensiero e la capacità di inserirsi negli spazi del giocatore austriaco.
La sua prestazione non è un episodio isolato, ma il segnale di una crescita che può incidere sul percorso del Frosinone. Dopo i tre assist serviti nelle prime sette giornate, la doppietta di Bergamo rappresenta un ulteriore passo avanti per un calciatore capace di muoversi tra centrocampo e attacco, partendo dalla posizione alle spalle della prima punta.
Schmid, duttilità e qualità per il Frosinone
La posizione in campo è uno degli aspetti più interessanti del suo gioco. Schmid può agire da trequartista, collegando i reparti e accompagnando la manovra offensiva, ma la sua duttilità consente anche alla squadra di modificare l’assetto tattico durante la partita, passando dal 4-2-3-1 al 4-3-3.
Una versatilità preziosa per Alvini, che può contare su un giocatore in grado di aumentare la qualità tecnica e offrire soluzioni differenti nella costruzione dell’azione. Il legame con Ghedjemis, autore dell’assist per il secondo gol, è stato anche un’immagine della compattezza del gruppo giallazzurro.
Al termine della partita, ai microfoni di DAZN, lo stesso Schmid ha descritto con entusiasmo il modo di giocare della squadra, senza nascondere la necessità di migliorare alcuni aspetti: «Questo è il nostro modo di giocare, sembra una partita tra amici e sono felice di avere segnato. Ne abbiamo anche subiti quattro, quindi dobbiamo migliorare nei piccoli dettagli».
Parole che restituiscono lo spirito con cui il Frosinone affronta il campionato: ambizione offensiva e voglia di crescere, con la consapevolezza che anche una prestazione ricca di gol può mettere in luce aspetti da correggere.
Dal Werder Brema alla Ciociaria: il percorso del trequartista austriaco
Prima dell’esperienza in giallazzurro, Schmid ha costruito una parte importante della propria carriera in Germania, con la maglia del Werder Brema. In sei stagioni ha collezionato 181 presenze, realizzando 17 gol e servendo 27 assist. Numeri che testimoniano la continuità del suo rendimento e il peso avuto nella squadra biancoverde.
Anche con la nazionale austriaca ha maturato un’esperienza significativa, raggiungendo quota 42 presenze e cinque reti. Un percorso internazionale che ha contribuito a renderlo un profilo di rilievo per il progetto del Frosinone.
Il suo arrivo è stato fortemente voluto dalla nuova proprietà americana, con un investimento indicato in 15 milioni di euro per portarlo via dal Werder Brema. Una scelta che punta a rafforzare la qualità della rosa e a dare alla squadra un giocatore nel pieno della maturità calcistica.
In una recente intervista alla Gazzetta dello Sport, Schmid ha raccontato come è nata la trattativa e perché ha scelto il club ciociaro: «Il primo contatto è stato con Charlie Lambropoulos. Mi hanno spiegato come avrebbero voluto giocare e ho capito di essere adatto».
L’austriaco conosceva già il Frosinone anche grazie a Robert Gucher, suo connazionale che ha vestito la maglia giallazzurra. «Da piccolo sognavo di giocare in Italia o Spagna e da un paio di anni guardavo le piccole di Serie A per capire come giocavano», ha aggiunto.
Il soprannome, la famiglia e il sogno europeo
Il soprannome “Messi delle Alpi” accompagna Schmid da tempo, ma non è l’unico. Il commissario tecnico dell’Austria, Ralf Rangnick, lo ha definito anche “nano velenoso”, mentre da bambino gli capitava di essere chiamato “mago”. Con i suoi 168 centimetri di altezza, il trequartista ha trasformato le prese in giro sulla statura in una motivazione, arrivando a scrivere proprio “mago” sulle scarpe da gioco.
Oggi, sulle sue calzature, ci sono invece i nomi dei figli. Per ragioni scolastiche della famiglia, Schmid vive a Roma e raggiunge quotidianamente Frosinone in auto. Un impegno che accompagna la sua nuova avventura professionale e il tentativo di lasciare il segno nel campionato italiano.
E poi c’è il sogno europeo, che il giocatore non considera impossibile. «C’è un 1% di possibilità di qualificarsi alle coppe europee. Se dici di no non hai la mentalità giusta. Nel calcio tutto è possibile», ha dichiarato.
Una prospettiva ambiziosa, che dovrà trovare conferme sul campo giornata dopo giornata. Intanto, la doppietta contro l’Atalanta ha acceso i riflettori sul talento austriaco e sulle possibilità del Frosinone. Il “Messi delle Alpi” ha iniziato a presentarsi al pubblico italiano nel modo più diretto possibile: con due gol e la voglia di continuare a sorprendere.












