Lavoro nero a Roma, 8 lavoratori irregolari: sanzioni per oltre 200mila euro

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Controlli della Guardia di Finanza in diverse attività commerciali della Capitale e della provincia. Per un’impresa proposta anche la sospensione dell’attività

Otto lavoratori impiegati irregolarmente e sanzioni amministrative per oltre 200mila euro. È il bilancio di una serie di controlli effettuati dalla Guardia di Finanza di Roma nell’ambito delle attività di contrasto al lavoro sommerso.

I militari del 6° Nucleo Operativo Metropolitano di Roma, durante un’attività di polizia economico-finanziaria nei confronti di una ditta individuale, hanno effettuato un accesso nei locali dell’impresa, dove sono stati trovati quattro lavoratori subordinati. Gli accertamenti successivi hanno evidenziato che tutti erano impiegati “in nero”, senza la preventiva comunicazione obbligatoria di instaurazione del rapporto di lavoro, prevista attraverso il modello UNILAV.

Per le violazioni riscontrate sono state contestate sanzioni per un importo complessivo superiore a 35mila euro.

Un ulteriore intervento è stato eseguito dai Finanzieri del 3° Nucleo Operativo Metropolitano di Roma in un’attività commerciale nella zona nord-est della Capitale. In questo caso sono stati individuati altri due lavoratori dipendenti privi della documentazione necessaria a dimostrare la regolarizzazione della posizione contributiva e assicurativa.

Secondo quanto riferito dalla Guardia di Finanza, considerata la reiterazione e la durata delle violazioni, sono state comminate sanzioni amministrative per 170mila euro. Nei confronti del titolare dell’impresa è stata inoltre formulata alla competente sede territoriale dell’Ispettorato del Lavoro la proposta di sospensione dell’attività imprenditoriale.

Infine, i Finanzieri del Gruppo di Civitavecchia, durante un controllo sulla regolarità dei rapporti di lavoro in una ditta individuale sul litorale nord romano, hanno accertato l’impiego irregolare di altri due lavoratori. In questo caso la sanzione amministrativa contestata ammonta a 3.900 euro.

Nel complesso, gli interventi hanno portato alla scoperta di otto lavoratori irregolari e alla contestazione di sanzioni per oltre 208mila euro.

La Guardia di Finanza sottolinea come il ricorso a manodopera non regolarizzata rappresenti una violazione che incide sia sulla tutela dei lavoratori sia sulla concorrenza tra imprese. L’assenza di un regolare contratto può infatti comportare la perdita di garanzie assistenziali e previdenziali e di quelle previste in materia di sicurezza sul lavoro.

Il lavoro sommerso produce inoltre condizioni di concorrenza sleale, consentendo alle imprese irregolari di ridurre illecitamente i costi legati al personale e agli obblighi fiscali e contributivi. L’attività di controllo della Guardia di Finanza è quindi finalizzata anche a garantire condizioni di maggiore equità sul mercato e il rispetto delle regole nei rapporti di lavoro.

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