Dal 22 al 30 agosto il centro storico della Città dei Papi si è trasformato in un grande palcoscenico. Piazza Innocenzo III gremita per gli appuntamenti con Monica Guerritore, Aldo Cazzullo, Angelo Branduardi e Flavio Insinna.
Si è conclusa ieri la XXXIII edizione del Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale di Anagni, una delle manifestazioni culturali più longeve e importanti della Città dei Papi. Un’edizione che, secondo il bilancio dell’Amministrazione comunale, ha superato le aspettative, confermando il forte legame tra il Festival, il centro storico e il pubblico.
Dal 22 al 30 agosto Anagni è tornata a trasformarsi in una grande città-teatro, con Piazza Innocenzo III protagonista di un cartellone che ha intrecciato teatro, musica, storia e riflessione contemporanea.

L’edizione 2026 ha assunto un significato particolare, essendo dedicata all’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi. Pace, fraternità e dialogo sono stati i temi al centro della manifestazione, in un percorso che ha unito la tradizione medievale e rinascimentale del Festival a questioni ancora profondamente attuali.
Il programma si è aperto con “Bocca baciata non perde ventura”, dedicato alle opere di Verdi tra Medioevo e Rinascimento, per poi proseguire con “Dall’Inferno all’Infinito” di e con Monica Guerritore. Spazio anche all’appuntamento “San Francesco e Giotto”, a “La Tempesta” di William Shakespeare e alla serata dedicata al Santo di Assisi con Aldo Cazzullo e Angelo Branduardi.
Tra gli spettacoli più attesi anche “La Tentazione del Potere”, con Flavio Insinna e Giacomo Zito, dedicato al confronto tra Celestino V e Bonifacio VIII, una vicenda storica profondamente legata alla storia di Anagni. A chiudere il Festival, ieri sera, “Fratello Sole, Sorella Luna”, ispirato all’opera cinematografica di Franco Zeffirelli e dedicato alla figura di San Francesco.
«Questa edizione del Festival è andata ben oltre le aspettative, che erano già alte – ha dichiarato il sindaco di Anagni, Daniele Natalia –. Abbiamo visto un pubblico numeroso e partecipe, ma soprattutto abbiamo visto Anagni confermare quella che è la sua vocazione più autentica: essere una città capace di fare della propria storia e del proprio patrimonio un elemento vivo di cultura, di attrazione e di crescita».
Per il primo cittadino, il Festival rappresenta molto più di una semplice rassegna di spettacoli. «È un progetto culturale che mette in relazione gli artisti con la nostra storia e i nostri luoghi, trasformando il centro storico in un palcoscenico naturale. Quest’anno, attraverso la figura di San Francesco, abbiamo inoltre avuto l’occasione di parlare di valori universali ancora e sempre necessari: pace, fraternità e dialogo».






Uno degli elementi più significativi dell’edizione appena conclusa è stata la partecipazione del pubblico. Le serate con Monica Guerritore, Aldo Cazzullo e Angelo Branduardi, oltre a quella con Flavio Insinna, hanno fatto registrare una presenza particolarmente intensa, con Piazza Innocenzo III gremita.
«È un risultato che ci rende orgogliosi – ha sottolineato l’assessore alla Cultura Carlo Marino – perché dimostra che investire sulla cultura significa investire sulla città, sulla sua capacità di attrarre visitatori e sulla possibilità di costruire una nuova economia legata al patrimonio e al turismo culturale. Anagni ha risposto presente e ha dimostrato ancora una volta di poter essere protagonista nel panorama culturale regionale e nazionale».
L’Amministrazione comunale ha rivolto un ringraziamento agli artisti, al direttore artistico Giacomo Zito, alla direzione teorico-critica, alla Pro Loco di Anagni, alle professionalità e ai volontari che hanno contribuito alla realizzazione della manifestazione, oltre al pubblico che ha seguito gli appuntamenti.
Si chiude così la XXXIII edizione del Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale di Anagni. Una manifestazione che, forte di oltre trent’anni di storia, guarda già al futuro con l’obiettivo di continuare a portare nella Città dei Papi grandi interpreti, grandi temi e un pubblico sempre più ampio.
Ph credit Stefano Vecchi

















