La scomparsa di Gianni Cacchiani, operaio di 65 anni di Ripi, morto in seguito a un grave infortunio sul lavoro, ha suscitato profondo cordoglio. Alla sua memoria ha voluto dedicare una poesia Yuleisy Cruz Lezcano, poetessa, scrittrice e attivista da anni impegnata sul tema delle morti sul lavoro. Un omaggio per esprimere vicinanza alla famiglia e agli amici, custodendo attraverso le parole il ricordo di Gianni e della sua umanità.
Pubblichiamo di seguito la poesia.
Il dolore di un addio
(In memoria di Gianni Cacchiani, 65 anni)
Non ce l’hai fatta Gianni,
e ancora il cuore
non si dà pace,
sembra impossibile
che il tuo sorriso
si sia spento in un silenzio
così atroce.
Una settimana di attesa,
di speranze appese a un filo sottile, con gli occhi rivolti al cielo
e una preghiera
per un miracolo possibile.
L’attesa equivale a una pronuncia
sommersa, una voce rivolta
a quel poteva essere,
a tutto ciò
che la vita prometteva
e che oggi ci fa piangere
senza sapere.
Quando le ferite si aprono
e non tengono più assieme l’uomo, resta il dolore
di chi ti ha voluto bene,
resta il vuoto, il tuo nome.
Se ne va il respiro
senza scaldare
l’umidità che fa nido nelle ossa,
e il tempo si ferma,
crudele e muto, sul dolore
che attraversa le nostre porte.
Tu, che eri umano in ogni gesto, sorridente, scherzoso con tutti,
tu che sapevi regalare allegria
anche nei giorni più difficili e distrutti.
Non doveva andare così,
Gianni, non doveva finire
in questo modo, un lavoro,
una giornata come tante,
e poi il silenzio che ci lascia soli
al mondo.
Le pacche sulle spalle
diventano crisantemi,
i saluti si trasformano in lacrime,
e un urlo arriva
dal magma del cuore,
dove il sangue si mescola al dolore.
Il teorema della morte si scrive
sulle vene rese tabernacolo
di ricordi e di preghiere.
Si spegne un poligono di idee
che insegnavano alla vita
a non temere.
Eppure, Gianni,
non tutto finisce,
non muore chi ha lasciato amore,
chi ha saputo far sorridere la gente continua a vivere
dentro ogni cuore.
Yuleisy Cruz Lezcano










