La Garante regionale interviene sulle polemiche relative al confronto tra le autorità nazionali e regionali e alla rappresentanza italiana in Europa: «La mia posizione non è una presa di distanza da Marina Terragni, ma un richiamo all’indipendenza delle figure di garanzia».
Nessuna contrapposizione politica, ma la necessità di tutelare l’autonomia e l’indipendenza delle figure di garanzia. È questo il punto centrale dell’intervento di Monica Sansoni, Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio, che ha voluto chiarire la propria posizione nel dibattito sul confronto tra le autorità di garanzia nazionali e regionali e sulla rappresentanza italiana negli organismi europei.
Sansoni respinge le interpretazioni che attribuiscono alla vicenda significati politici o polemici, ribadendo la propria volontà di mantenere il confronto sul piano istituzionale. «Non ho mai inteso aderire a logiche di contrapposizione o a schieramenti precostituiti. La mia posizione è sempre stata improntata al dialogo, al confronto e al rispetto dei ruoli istituzionali», dichiara la Garante regionale.
Secondo Sansoni, il confronto avviato tra le autorità interessate aveva una finalità conoscitiva: approfondire il quadro europeo di riferimento, comprendere le modalità di interlocuzione con gli organismi competenti e valutare le possibili ricadute sul sistema italiano di tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
Nel suo intervento, la Garante chiarisce anche di non aver sottoscritto la nota circolata sulla vicenda, spiegando che il documento non le sarebbe stato sottoposto secondo le modalità concordate.
«Si tratta di una precisazione che riguarda il metodo e la corretta condivisione delle iniziative, non di una presa di posizione contro singole persone», sottolinea Sansoni, distinguendo quindi la questione procedurale da eventuali contrasti personali o istituzionali.
Un passaggio specifico riguarda la Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, Marina Terragni. Sansoni precisa che la propria posizione non deve essere letta come una critica nei suoi confronti, né come un giudizio sulle sue scelte in materia di partecipazione ai tavoli europei.
«Ritengo importante che l’Italia possa essere rappresentata nelle sedi europee competenti e che le esperienze maturate a livello nazionale e regionale possano contribuire al confronto internazionale», afferma la Garante del Lazio. Al tempo stesso, evidenzia la necessità che ogni forma di rappresentanza rispetti l’autonomia e l’indipendenza delle figure di garanzia.
Il principio rivendicato da Sansoni riguarda la possibilità per ciascuna autorità di esercitare le proprie prerogative senza condizionamenti o imposizioni. «Il punto, dunque, non è sindacare le decisioni assunte dalla Garante nazionale, ma ribadire un principio che considero essenziale: le figure di garanzia sono chiamate a operare in piena autonomia, nell’interesse esclusivo dei diritti delle persone che rappresentano e tutelano», dichiara.
In conclusione, Sansoni invita a riportare la discussione nell’ambito del confronto istituzionale, evitando interpretazioni che possano alimentare divisioni. La tutela dei diritti dei minori, sostiene, richiede collaborazione, chiarezza e rispetto reciproco, anche in presenza di differenti valutazioni.
«Le differenze di valutazione possono e devono essere affrontate attraverso il dialogo, senza trasformarle in contrapposizioni personali o politiche», conclude la Garante regionale, ribadendo che il proprio impegno resta rivolto alla tutela dei bambini e degli adolescenti e alla salvaguardia dell’indipendenza del ruolo istituzionale.










