Secondo l’accusa avrebbe osservato le familiari per mesi, arrivando anche a far sorvolare un drone davanti alle finestre dell’abitazione. Contestata anche una rapina impropria.
STRANGOLAGALLI – Uno specchietto utilizzato dal balcone per osservare la zia e, successivamente, un drone fatto volare davanti alle finestre dell’abitazione di famiglia. Sono questi, secondo l’ipotesi accusatoria, alcuni degli episodi al centro dell’inchiesta che coinvolge un 29enne di Strangolagalli, accusato di aver spiato per mesi la zia e la cugina, all’epoca dei fatti minorenne.
La vicenda, ricostruita dagli investigatori e confluita nella richiesta di rinvio a giudizio firmata dal pubblico ministero Beatrice Neroni, sarebbe iniziata alla fine del 2024 e si sarebbe protratta per diversi mesi.
Secondo la Procura, uno degli episodi contestati al 29enne riguarda la zia. L’uomo, che abitava al piano superiore rispetto alla donna, avrebbe utilizzato uno specchietto posizionato dal balcone per cercare di osservarla mentre faceva la doccia.
Un comportamento che, sempre secondo la ricostruzione accusatoria, avrebbe riguardato anche la cugina, che all’epoca dei fatti era minorenne.
Nel fascicolo è finito anche un episodio avvenuto nell’agosto del 2025, quando un drone avrebbe sorvolato ripetutamente la zona davanti alle finestre dell’abitazione della famiglia. Per gli investigatori, il velivolo potrebbe essere stato utilizzato per osservare gli ambienti interni della casa.
Successivamente, il drone sarebbe atterrato nei pressi dell’abitazione del padre dell’indagato, dove il 29enne avrebbe abitualmente dimorato.
A far scattare gli accertamenti sono stati anche gli elementi raccolti dai familiari, sui quali si sono poi concentrati i Carabinieri della Stazione di Strangolagalli. Gli accertamenti eseguiti dai militari sono confluiti nel fascicolo dell’inchiesta insieme agli altri elementi raccolti durante le indagini.
Contestata anche una rapina impropria
L’inchiesta non riguarda soltanto i presunti episodi di osservazione e controllo nei confronti delle due familiari. Al 29enne viene contestato anche un secondo reato, relativo a un presunto episodio di rapina impropria.
La difesa dell’uomo, rappresentata dall’avvocato Nicola Ottaviani, ha chiesto che il procedimento venga definito con rito abbreviato, una scelta che, nei casi ordinari, consente di arrivare al giudizio sulla base degli atti raccolti durante le indagini, con le integrazioni previste dalla legge.
La zia e la cugina, indicate come persone offese, sono invece rappresentate dall’avvocato Giampiero Vellucci.
L’udienza è fissata per fine gennaio e rappresenterà un passaggio del procedimento nel quale saranno esaminati i fatti contestati al 29enne e gli elementi raccolti a sostegno dell’impostazione accusatoria.
Resta ferma, naturalmente, la presunzione di innocenza dell’imputato fino a eventuale sentenza definitiva.



















