Colleferro – Vandalizzata l’auto di servizio dell’Associazione Nazionale Carabinieri

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Amarezza e indignazione per un gesto che colpisce un mezzo utilizzato per le attività di volontariato a favore della comunità. La denuncia del presidente della sezione di Colleferro, Vittorio Lupicuti.

Un’amara sorpresa per i volontari dell’Associazione Nazionale Carabinieri della sezione di Colleferro, che ieri, 10 ottobre, hanno trovato vandalizzata l’auto di servizio prima di entrare in attività nel Comune di Montelanico.

A denunciare l’accaduto è il presidente Vittorio Lupicuti, che ha affidato ai social un messaggio nel quale esprime tutta la propria amarezza per un episodio che rischia di ostacolare il lavoro svolto quotidianamente dai volontari sul territorio.

L’associazione opera in collaborazione con i comandi di Polizia Municipale e con le Forze dell’ordine, offrendo supporto ai Comuni limitrofi e mettendo a disposizione, a titolo completamente gratuito, il tempo e le energie dei propri volontari. Un impegno che comprende anche l’assistenza alle persone anziane e sole che, non disponendo di un mezzo proprio, hanno necessità di raggiungere strutture sanitarie per motivi di salute.

Un’attività di solidarietà resa possibile anche grazie alla disponibilità di un’auto di servizio, una Fiat Panda concessa gratuitamente dalla Avio di Colleferro, che rappresenta uno strumento importante per garantire gli interventi sul territorio.

«Il nostro compito è solo ed esclusivamente l’esercizio del volontariato, ore dedicate alle esigenze della comunità gratis», sottolinea Lupicuti, che si interroga sul senso di un gesto capace di danneggiare un’attività svolta esclusivamente nell’interesse collettivo.

Il presidente ha annunciato che verrà presentata una regolare denuncia per gli atti vandalici. Le fotografie pubblicate insieme al suo intervento documentano le condizioni in cui è stata trovata la vettura.

«Non riesco quindi a comprendere come la stupidità umana possa concepire gesti così inutili e nocivi che ostacolano il nostro compito», scrive Lupicuti, affidando infine a una domanda il senso della propria indignazione: «Perché?».

Un interrogativo che accompagna la denuncia di un episodio particolarmente amaro per chi dedica gratuitamente parte del proprio tempo al servizio degli altri. A essere colpito, infatti, non è soltanto un mezzo di servizio, ma anche uno strumento attraverso il quale l’associazione porta avanti le proprie attività di assistenza e solidarietà a favore della comunità.

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