Roma, arrestato un commercialista: sequestrati oltre 14 milioni di euro

3 MIn Lettura

Un commercialista romano è stato arrestato ai domiciliari e sono stati sequestrati beni e disponibilità finanziarie per un valore superiore a 14 milioni di euro nell’ambito di un’indagine della Guardia di Finanza su un presunto sistema di evasione fiscale e somministrazione illecita di manodopera.

L’operazione, condotta dal 6° Nucleo Operativo Metropolitano della Guardia di Finanza di Roma su delega della Procura della Repubblica, ha interessato le province di Roma, Latina e Viterbo. Complessivamente sono 8 le persone indagate.

Al centro dell’inchiesta ci sarebbe un sistema basato sull’utilizzo di quattro cooperative consorziate, che secondo la ricostruzione investigativa sarebbero state utilizzate come schermo giuridico per gestire la forza lavoro e ridurre illecitamente il carico fiscale e contributivo.

2.478 lavoratori coinvolti

Secondo quanto emerso dalle indagini, le cooperative avrebbero formalmente assunto 2.478 lavoratori, poi impiegati stabilmente presso altre aziende attraverso contratti di appalto o distacco di personale che, secondo gli investigatori, sarebbero risultati privi dei requisiti previsti dalla legge.

Il sistema avrebbe interessato diversi settori, tra cui ristorazione, vigilanza privata e servizi alle imprese.

Le cooperative avrebbero inoltre emesso fatture per operazioni ritenute inesistenti, consentendo alle società utilizzatrici di ridurre il carico fiscale e contributivo. Nell’ambito dello schema sarebbero stati utilizzati anche DURC falsificati.

Secondo la ricostruzione della Guardia di Finanza, una volta accumulati debiti nei confronti dell’Erario, le cooperative venivano poste in liquidazione o avviate a procedure concorsuali e successivamente sostituite da nuove società, permettendo al meccanismo di proseguire.

Il ruolo del commercialista

La gestione contabile e amministrativa del presunto sistema sarebbe stata affidata a un commercialista romano, destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari.

Le indagini hanno inoltre evidenziato, secondo gli investigatori, un meccanismo di dumping sociale ed economico: attraverso le cooperative, le imprese utilizzatrici avrebbero trasferito gli oneri fiscali e previdenziali della forza lavoro su strutture societarie ritenute fittizie, ottenendo così un costo del lavoro significativamente inferiore.

La Guardia di Finanza sottolinea che tale meccanismo avrebbe prodotto effetti anche sulla concorrenza, favorendo le imprese che avrebbero beneficiato del presunto risparmio illecito a discapito delle aziende rispettose delle regole e delle tutele dei lavoratori.

Per individuare e ricostruire il sistema sono state impiegate anche le unità specialistiche dello S.C.I.C.O., per la ricerca di eventuali intercapedini e doppifondi, e i cash dog del Gruppo di Fiumicino, addestrati alla ricerca di valuta.

Il sequestro preventivo disposto dall’autorità giudiziaria supera complessivamente i 14 milioni di euro.

L’operazione rientra nell’attività della Guardia di Finanza contro le frodi fiscali e i fenomeni di concorrenza sleale, con particolare attenzione ai sistemi che, secondo l’ipotesi investigativa, consentono di sottrarre risorse all’Erario e comprimere le tutele dei lavoratori.

Le persone coinvolte sono da considerarsi presunte innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

Nessun commento