Giovedì 29 ottobre la cerimonia della settima edizione nell’Aula Magna dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale. Annunciati i finalisti delle diverse sezioni e i vincitori dei premi speciali.
Trecentoventi autori dall’Italia e dall’estero: il Premio Internazionale di Letteratura “Città di Arce” raggiunge il record di partecipanti nella sua settima edizione e si prepara al momento conclusivo. La cerimonia ufficiale di premiazione è in programma giovedì 29 ottobre 2026, alle 17, nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale.
A organizzare il concorso è l’Associazione culturale Arcanum et Fregellae. La giuria, presieduta dal rettore Marco dell’Isola, ha individuato i finalisti nelle diverse categorie, dalla narrativa alla poesia, passando per il racconto breve e la saggistica.
Per la Narrativa edita sono in finale Stefania Battaglieri con La vita di una donna vale meno, Pietro Buccinnà con Era una donna ed era mia madre, Raffaella Lippolis con La contessa di Vallepiana, Antonio Picciallo con La luce e Alessandro Spocci con La teoria del rinoceronte.
Nella sezione Poesia inedita si contenderanno il riconoscimento Emanuela Dalla Libera con Nell’ultimo inverno, Vittorio Di Ruocco con Ricama solitudini il poeta, Franco Fiorini con L’uomo degli aquiloni, Giovanna Miceli con Creature lievi e Rita Muscardin con Ora che più non torni al mare.
Sei i finalisti del Racconto breve, categoria che registra un ex aequo: Yuleisy Cruz Lezcano con Il talento nascosto, Silvio Di Fabio con Tocco di paradiso, Franco Frola con Santa Maria degli armonium, Endi Hasho con I ragazzi del ’99, Francesco Randazzo con Come se nulla fosse successo e Giulio Redaelli con Il sogno della Bonfanta.
La sezione Poesia per la pace vede in finale Silvio Di Fabio con Sarà la speranza, Maddalena Iodice con Una macchina di parole, Tiberio La Rocca con Il canto inascoltato, Pietro Catalano con Il cielo di Kiev e Cristina Polli con Vento. Al vincitore sarà assegnata un’opera d’arte dello scultore Massimo Patroni Griffi.
Anche la Saggistica conta sei finalisti, in virtù di un ex aequo: Francesco Rodio con Viaggio alla scoperta dell’antica Brundisium, Giuseppe Antonio Violetta con Storia e memoria di una comunità in guerra, Sandro Tirini con Bonaparte, l’armata d’Italia e le spoliazioni del 1796/97, Bruno Pamfili con La Sindone e i Savoia, Fabio Miele con Un sentiero per l’Europa: da Montecassino a Ventotene. Dall’Europa dei Padri all’Unione Europea e Francesca Carlini con The Gothic Revival.
Per la Poesia edita, i finalisti sono Stefania Lucchetti con La poesia è cyberpunk, Nicoletta Fazio con Il mare dentro, Virgilio Atz con Appunti di passaggio, Massimo Monteduro con ESSE Libro del cielo e Daniela Raimondi con La donna più vecchia del mondo.
Accanto ai riconoscimenti delle singole sezioni, la giuria ha assegnato anche tre premi speciali. Il Premio alla carriera andrà a Paolo Jorio per l’opera La sirena di Posillipo. Il Premio Tommaso Landolfi per il miglior autore straniero è stato attribuito a Claudia Monteiro De Castro per La stagione dell’amore. Il Premio Plinio Perilli sarà invece conferito a Giovanni Mancinone per Mostri, riconoscimento istituito in memoria del critico e giurato del concorso recentemente scomparso.
La cerimonia del 29 ottobre rappresenterà il momento conclusivo di un’edizione che, con 320 partecipanti, conferma la capacità del Premio Città di Arce di coinvolgere autori provenienti da contesti geografici e culturali differenti. L’appuntamento universitario offrirà l’occasione per celebrare la scrittura nelle sue diverse forme, dalla narrativa alla poesia, fino alla ricerca storica e saggistica.










