Servizio idrico in provincia di Frosinone, l’Egato: «Comuni, gestore ed Ente devono lavorare insieme»

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L’Ente richiama i sindaci alla collaborazione con Acea Ato 5 per individuare le criticità e programmare gli interventi. Investimenti per 79 milioni di euro tra opere realizzate, lavori in corso e interventi in fase di attuazione.

FROSINONE – La gestione del servizio idrico integrato richiede la collaborazione di tre soggetti: Egato 5, Comuni e gestore Acea Ato 5. È questo il messaggio lanciato dall’Ente di governo dell’ambito territoriale ottimale, che richiama le amministrazioni comunali alla necessità di un confronto costante per individuare le criticità delle reti, segnalare le carenze e programmare gli interventi necessari a migliorare il servizio.

Il punto di partenza, secondo l’Egato, è la conoscenza del territorio. Sono infatti i Comuni a intercettare più direttamente le esigenze dei cittadini, dalle perdite idriche alle reti da adeguare, fino alle altre problematiche che interessano il servizio. Per questo l’invito rivolto ai sindaci è di segnalare tempestivamente le situazioni da affrontare, così da consentire all’Ente di valutarle e condividerle con il gestore nell’ambito della programmazione complessiva.

«L’efficacia della programmazione dipende anche dalla qualità del confronto tra l’Ente di governo dell’ambito, il gestore e le amministrazioni comunali», sottolinea il dirigente responsabile dell’Egato, l’ingegnere Luigi Urbani. Negli ultimi due anni, spiega, il dialogo si è sviluppato attraverso numerosi incontri tecnici e istituzionali, che hanno permesso di affrontare le problematiche locali e inserirle in un quadro più ampio di pianificazione.

Gli strumenti di riferimento sono il Programma degli Interventi, il Piano delle Opere Strategiche e il Piano economico-finanziario, attraverso i quali vengono individuate le priorità e definite le azioni per il miglioramento del servizio idrico.

Servizio idrico, gli investimenti tra PNRR e fondi nazionali

Nel bilancio dell’attività svolta, l’Egato 5 evidenzia gli interventi già realizzati e quelli attualmente in corso o in fase di attuazione. Secondo i dati forniti dall’Ente, negli scorsi anni sono state completate opere per 39 milioni di euro, finanziate attraverso il PNRR. Si tratta di lavori che hanno riguardato, tra gli altri, depuratori, collettori ed efficientamento delle reti di distribuzione.

A questi si aggiungono interventi per 16 milioni di euro, attualmente in corso e finanziati attraverso il Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza del settore idrico (PNIISSI), oltre a ulteriori opere per circa 24 milioni di euro, indicate come in fase di attuazione attraverso lo Strumento finanziario nazionale per gli investimenti infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico (SFNIISSI).

Il totale delle risorse interessate dalle tre categorie di interventi ammonta a circa 79 milioni di euro. L’Ente sottolinea che il lavoro tecnico e amministrativo degli ultimi due anni è stato orientato all’analisi dei dati, alla verifica della gestione, alla programmazione delle opere e al confronto con il gestore, con l’obiettivo di tradurre le esigenze emerse sul territorio in interventi concreti.

Il ruolo dei Comuni e l’appello al dialogo

Per l’Egato, la responsabilità delle amministrazioni locali non si esaurisce nella segnalazione delle criticità. I Comuni sono chiamati anche a seguire l’evoluzione dei lavori e a verificare le nuove necessità che emergono progressivamente nei rispettivi territori.

Accanto alla collaborazione operativa, l’Ente richiama l’attenzione sulla gestione delle risorse economiche. «È importante non disperdere risorse interne all’Ato 5», avverte il responsabile del servizio finanziario, Gianluigi Mignogna, ricordando che il servizio è sostenuto dall’utenza residente nell’ambito territoriale e che l’Egato non dispone di risorse proprie. I finanziamenti ottenuti negli ultimi anni, sottolinea, hanno rappresentato un sostegno temporaneo ed eccezionale.

Da qui l’invito ai sindaci a privilegiare il confronto, evitando controversie che possono comportare il ricorso a incarichi esterni onerosi e incidere sulle risorse disponibili per il servizio idrico integrato. In questo contesto, Mignogna evidenzia anche il lavoro svolto dall’Ente per chiudere la quasi totalità dei contenziosi in essere.

Il messaggio dell’Egato è quindi rivolto a tutti gli attori coinvolti: la programmazione degli interventi, la gestione delle criticità e il miglioramento del servizio richiedono un lavoro condiviso, nel quale ciascun soggetto sia chiamato a svolgere il proprio ruolo. Un percorso che, secondo l’Ente, passa dalla collaborazione tra amministrazioni comunali, struttura di governo dell’ambito e gestore.

Nel ringraziare il personale per il lavoro svolto, Urbani ha infine rivolto un riconoscimento allo staff dell’Egato 5, composto, oltre che da Mignogna, da Paolo Soave, Matteo Pontone Gravaldi, Vanessa Rossi, Luca Sacchetti e Isabella Grascia.

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