La donna è deceduta dopo giorni di ricovero al Sant’Eugenio di Roma. La sua morte arriva a pochi giorni da quella di Carmine Sirica, rimasto gravemente ferito nella stessa esplosione.
Non ce l’ha fatta anche Katia Adinolfi, la donna rimasta gravemente ferita nell’esplosione del 24 agosto in via Guado Santa Maria, a Cassino. Dopo giorni di ricovero al Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Sant’Eugenio di Roma, è arrivata la notizia della sua morte. Una notizia che riapre il dolore per una tragedia già segnata dal decesso di Carmine Sirica, 54 anni, il compagno di Katia, morto nei giorni scorsi dopo essere rimasto gravemente ferito nella stessa deflagrazione.
Con la scomparsa di Katia, il bilancio dell’esplosione sale dunque a due vittime. Due persone coinvolte nello stesso dramma, due vite spezzate a distanza di pochi giorni. È questo l’aspetto umano che rende ancora più dolorosa una vicenda già segnata dalla sofferenza, dalle attese e dalla speranza affidata alle cure dei medici.
Katia aveva riportato ustioni gravissime, che avevano interessato circa il 70% del corpo. Per giorni, le sue condizioni erano rimaste critiche, mentre al Sant’Eugenio si cercava di salvarle la vita. Poi, il decesso, che ha trasformato definitivamente il bilancio di quella mattina di agosto.
Resta ora da chiarire la dinamica dell’esplosione e individuare le cause che hanno provocato la deflagrazione. Gli accertamenti della Procura di Cassino proseguono per ricostruire quanto accaduto e stabilire eventuali responsabilità.
La morte di Katia aggiunge un’altra ferita a una tragedia che ha colpito profondamente Cassino. Il dolore per la perdita di due persone coinvolte nello stesso episodio resta il segno più pesante di una vicenda che, oltre la cronaca, racconta la fragilità della vita e quanto possa essere improvvisa una tragedia.
Con la morte di Katia Adinolfi, l’esplosione di via Guado Santa Maria ha dunque provocato due vittime.




















