La consigliera regionale del Lazio rilancia l’allarme della Rete degli Studenti Medi: «Nove scuole su dieci prive di climatizzazione».
L’Italia affronta una nuova ondata di calore e, a pochi giorni dall’avvio dell’anno scolastico, torna il tema delle condizioni degli edifici scolastici. A rilanciare l’allarme è Marta Bonafoni, consigliera regionale del Lazio e coordinatrice della segreteria nazionale del Partito Democratico, che chiede interventi strutturali per garantire ambienti adeguati a studenti e personale scolastico.
Bonafoni condivide la denuncia della Rete degli Studenti Medi del Lazio, secondo cui le misure proposte dal Ministero dell’Istruzione sarebbero inadeguate e tardive rispetto alle ondate di calore sempre più frequenti e intense.
«Queste condizioni climatiche rischiano di provocare gravi disagi anche a studentesse, studenti e personale scolastico, costretti a svolgere le attività didattiche all’interno di edifici spesso non idonei a fronteggiare temperature così elevate», sottolinea nella nota.
L’allarme sulla sicurezza degli edifici
Nel suo intervento, la consigliera richiama anche i dati citati dagli studenti, secondo i quali nove scuole su dieci non risulterebbero pienamente a norma sotto il profilo della sicurezza. Un dato che, precisa, rende necessario affrontare il problema con una strategia di adeguamento degli edifici scolastici programmata per tempo.
«Di fronte a ondate di calore sempre più frequenti e intense, sarebbe stato necessario programmare per tempo una strategia strutturale di adeguamento degli edifici scolastici», afferma Bonafoni, chiedendo che anche la Regione Lazio metta in campo interventi concreti per la sicurezza e l’adeguamento delle scuole alle nuove condizioni climatiche.
La richiesta è quella di un piano straordinario di edilizia scolastica, con risorse e interventi strutturali che non si limitino a rincorrere le emergenze.
«Il diritto allo studio non riguarda soltanto l’accesso all’istruzione: significa anche garantire a studentesse, studenti e docenti ambienti sicuri, salubri e adeguati nei quali studiare e lavorare», conclude la consigliera. «Su questo non possiamo continuare a rincorrere le emergenze: servono programmazione, risorse e interventi strutturali».
















