Fiume Sacco, nasce il Tavolo dei Sindaci: Frosinone promuove una regia comune

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Alla Prefettura il coordinamento istituzionale per ambiente e salute. Il protocollo coinvolge 15 Comuni e prevede un programma attuativo entro 90 giorni dalla sottoscrizione.

FROSINONE – Una regia comune per affrontare le criticità ambientali del Fiume Sacco, superando la frammentazione degli interventi e mettendo in rete Comuni, istituzioni e competenze tecniche. È l’obiettivo del Tavolo dei Sindaci del Fiume Sacco, il cui schema di protocollo è stato approvato dalla Giunta comunale di Frosinone.

L’iniziativa, promossa dal Comune capoluogo, punta a costruire un coordinamento permanente tra i territori interessati dalle problematiche del bacino. Il protocollo sarà siglato nei prossimi giorni in Prefettura, individuata come sede del coordinamento istituzionale.

Quindici Comuni al tavolo

Frosinone coinvolgerà gli altri 14 Comuni interessati: Anagni, Arce, Castro dei Volsci, Ceccano, Ceprano, Falvaterra, Ferentino, Morolo, Paliano, Pastena, Patrica, Pofi, Sgurgola e Supino.

Il Tavolo sarà una sede di confronto e collaborazione per condividere dati e informazioni ambientali, monitorare il corso d’acqua, individuare e segnalare possibili fonti di inquinamento, favorire controlli coordinati e sostenere gli interventi di risanamento e riqualificazione.

Particolare attenzione sarà dedicata alla prevenzione degli episodi di inquinamento e delle morie della fauna ittica, alla tutela della biodiversità e alla salvaguardia dell’ecosistema fluviale.

Il ruolo della Prefettura

Il Palazzo del Governo sarà il punto di raccordo tra i sindaci, le amministrazioni dello Stato e gli organismi tecnici e territoriali competenti. La Prefettura garantirà il coordinamento istituzionale, favorendo la continuità del confronto e l’attivazione tempestiva dei soggetti chiamati a intervenire in caso di emergenze ambientali.

Il protocollo prevede il coinvolgimento, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze, di Regione Lazio, ARPA Lazio, Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale, Provincia di Frosinone, ASL, Consorzi di bonifica, Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, università, enti di ricerca, associazioni ambientaliste e associazioni di categoria.

Mastrangeli: «Non basta intervenire quando si verifica un’emergenza»

«Per un problema che supera i confini comunali serviva una regia comune – dichiara il sindaco di Frosinone, Riccardo Mastrangeli -. Frosinone ha lavorato affinché i primi cittadini della Valle del Sacco, la Prefettura e tutti gli enti competenti potessero sedere allo stesso tavolo e agire insieme».

Il sindaco sottolinea il ruolo della Prefettura come sede istituzionale per assicurare il raccordo tra i diversi livelli dello Stato e del territorio, dando continuità al lavoro del Tavolo e favorendo risposte coordinate, soprattutto nelle situazioni di emergenza.

«La tutela del Sacco, dell’ambiente e della salute dei cittadini richiede collaborazione, responsabilità e continuità. Non basta intervenire quando si verifica un’emergenza: occorre costruire un metodo stabile di monitoraggio, confronto e intervento».

Programma attuativo e rapporto annuale

Il Tavolo si riunirà in via ordinaria presso il Palazzo del Governo, secondo tempi e modalità concordati con il Prefetto della Provincia di Frosinone, e potrà essere convocato in via straordinaria in presenza di emergenze ambientali, episodi di inquinamento o morie della fauna ittica.

Entro 90 giorni dalla sottoscrizione del protocollo, sarà chiamato ad approvare un Programma attuativo con cronoprogramma, obiettivi operativi, indicatori di risultato, modalità di monitoraggio e rendicontazione, oltre a iniziative di informazione e trasparenza.

È inoltre prevista la redazione annuale del Rapporto sullo stato del Fiume Sacco, che sarà reso pubblico per garantire trasparenza sull’evoluzione della situazione ambientale, sui risultati raggiunti e sulle attività svolte.

L’adesione resterà aperta agli ulteriori Comuni del bacino e agli altri soggetti istituzionali interessati.

«L’istituzione del Tavolo non rappresenta la soluzione immediata a una problematica complessa e stratificata nel tempo, ma costituisce la costruzione di uno strumento stabile e operativo per affrontarla con maggiore efficacia, continuità e responsabilità istituzionale», conclude Mastrangeli.

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