Calcio story- Grigoli alla guida del Sora: WM sulle orme dell’Arsenal di Chapman

Alesssandro Iacobelli
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Giuseppe Grigoli: il sistema WM sbarca a Sora. Estate 1960: l’Italia sta respirando a pieni polmoni l’epopea del boom economico e Roma si appresta ad ospitare le Olimpiadi.
La compagine bianconera è chiamata ad onorare il prestigioso torneo di Promozione laziale. Ciononostante il club naviga in acque economiche non certo limpide e il diktat è quello di limitare al massimo i costi. Grigoli, classe 1902, originario di Castel D’Ario ed ex giocatore di Mantova, Ambrosiana Inter e Abbiategrasso, si mette subito al lavoro e pianifica un minuzioso sviluppo del settore giovanile. I principi tattici sono chiari: si applica il ‘Sistema WM’. Tale disegno deve la sua luce ad Herbert Chapman. L’allenatore inglese infatti è l’inventore dello stratagemma che si contrappone al ‘Metodo’, utilizzato ad esempio dall’Italia di Pozzo nei due Mondiali vinti nel ’34 e nel ’38. Al timone dell’Arsenal il trainer britannico colleziona titoli inventando il ruolo dello stopper, mediante l’arretramento del centromediano sulla linea dei due difensori, e abbassando il raggio d’azione degli intermedi d’attacco all’altezza del centrocampo. Numericamente parliamo di un 3-2-2-3. Rivoluzionaria in tal senso la riforma della regola del fuorigioco, con la sottrazione del numero di giocatori in grado di mettere in posizione irregolare l’avversario: da 3 a 2 (uno di movimento più il portiere). Grigoli studia il nuovo modo di fare calcio e trasmette rapidamente le sue conoscenze ai ragazzi della Juniores e al team dei grandi portando a termine sostanzialmente le medesime sedute di allenamento. Nella stagione 1960-1961 in Promozione il Sora segna, diverte e spesso vince contro compagini di tutto rispetto come Formia, Cassino, Nettuno, Velletri, Gaeta, Isola Liri, Terracina, Latina, Almas, Stefer, OMI e non solo. Lodevoli risultati anche da parte della Juniores che vince il proprio torneo dopo l’atto finale con il Cassino (pari nel match di andata e secco tris al ritorno con un Di Pucchio sugli scudi). Da sottolineare il primato nella Coppa Disciplina. Nell’annata seguente il budget societario è ai minimi storici e allora Grigoli non esita a lanciare i talenti svezzati con sagacia in precedenza. La truppa volsca in quel campionato si disimpegna egregiamente raccogliendo il sostegno da parte della tifoseria. Tra i pali si alternano Tomei (che poi perderà la vita tragicamente in un sinistro stradale), Amicucci e Berardi. Rocco Di Stefano, Alonzi, Fontana, Iannarilli e Bastardi sono i difensori. Conflitti, Recchia, De Chaud, Conte e Basile formano la batteria dei centrocampisti. Iarusci, Martinelli, D’Orazio, Protano, Tersigni, Nardone e Di Pucchio compongono il settore offensivo. Assetto compatto, freschezza atletica, ordine in fase di copertura ma immediata attitudine di proporre azioni d’attacco capaci di mettere in difficoltà la porta avversaria. A fine stagione però Grigoli lascia lo Sferracavallo scrivendo i titoli di coda della sua esperienza in terra volsca. I frutti di quel lavoro arriveranno più tardi con la base di quella rosa che disputerà ottimi tornei salendo alla ribalta del calcio regionale. Alessandro Iacobelli
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Alesssandro Iacobelli
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