In una nota stampa l’ingegnere Eugenia Tersigni ripercorre le tappe della sua esperienza elettorale e spiega le motivazioni che hanno portato alle sue dimissioni da Consigliere comunale.
“L’amore grande che ho sempre nutrito per la mia splendida città, mi ha portato, durante l’estate scorsa, ad accettare la candidatura a sindaco per le elezioni del 3 e 4 ottobre. Ho riflettuto tanto in merito, perché ho sempre pensato che essere sindaco di Sora fosse un impegno morale/politico/amministrativo davvero grande nei confronti dei cittadini. Di certo non avevo niente da chiedere né da avere dalla politica, né tanto meno cercavo un “posto di lavoro”.
Con una squadra fantastica, composta da persone straordinarie, dotate di grande competenza e di profondi valori, ho presentato ai sorani un progetto pulito, chiaro e trasparente, fatto di tanta coerenza e di proposte serie, importanti e soprattutto attuabili. Per scelta di tutta la squadra abbiamo tracciato la linea della discontinuità con la maggioranza De Donatis, così come quella di una politica differente: la buona politica! Ben 5702 cittadini “liberi”, che ringrazio ancora con tutto il mio cuore, al turno di ballottaggio, hanno abbracciato il nostro progetto e gli hanno dato fiducia, votandolo.
Per il bellissimo clima creatosi, pur non avendo vinto le elezioni, considero la nostra una grande vittoria comunque. Abbiamo creduto in una politica diversa e innovativa, onesta e trasparente, priva di meccanismi clientelari e di vecchi assi/accordi, fatti più o meno sottobanco, che hanno portato Sora ad essere il fanalino di coda dell’intera provincia. Contro abbiamo avuto tutto “il modo” clientelare di pensare, tutti i partiti, tutti coloro che da sempre trovano sussistenza grazie alla vecchia politica. La maggioranza dei votanti ha scelto di continuare a operare così come è sempre stato. Nella consapevolezza che ogni popolo merita il governo che ha, resteremo sempre dalla parte della brava gente perché crediamo in principi e valori profondi che sicuramente fanno la differenza.












