“Lived experiences heard: real voices, real change – Ascoltare le esperienze vissute: voci
vere, vero cambiamento.
È questo il tema scelto per la Giornata Mondiale della Salute Mentale 2026, che si celebra il 10 ottobre, una ricorrenza promossa dalla World Federation for Mental Health per richiamare l’attenzione sull’importanza della salute mentale e sulla necessità di costruire comunità sempre più inclusive e capaci di accogliere la sofferenza psichica senza pregiudizi.
In Italia, la Società Italiana di Psichiatria (SIP), insieme ad altre associazioni impegnate nella tutela della salute mentale, rinnova anche quest’anno la campagna nazionale di sensibilizzazione attraverso l’illuminazione di verde di monumenti, edifici pubblici e luoghi simbolici delle città italiane. Un gesto simbolico, ma dal forte valore comunicativo: portare la salute mentale negli spazi pubblici significa ricordare che il benessere psicologico
riguarda ogni persona e ogni comunità.
Nel mio lavoro come Tecnico della riabilitazione psichiatrica incontro persone che portano con sé molto più di una diagnosi. Portano storie, relazioni, paure, desideri, fragilità, capacità e progetti. La diagnosi può aiutare a comprendere una condizione, ma non può raccontare la complessità di una persona. Ed è proprio da quiche, a mio avviso, dovrebbe partire la riabilitazione: dalla persona, prima ancora che dalla malattia.
Ascoltare significa lasciare spazio alla storia dell’altro riconoscere il valore della sua esperienza e permettergli di essere una parte attiva del proprio percorso. Significa costruire insieme obiettivi che abbiano un significato reale nella sua vita. Perché la recovery non è necessariamente la scomparsa dei sintomi. Può voler dire tornare a studiare, lavorare, recuperare una relazione, vivere con maggiore autonomia, coltivare un interesse o semplicemente tornare a sentirsi protagonisti della propria quotidianità.
A volte, nel lavoro riabilitativo, conquiste che possono sembrare piccole dall’esterno hanno un valore enorme: prendere un autobus, preparare un pasto, affrontare un colloquio, gestire il denaro, partecipare a una attività. Sono passi che raccontano una cosa importante: la possibilità di riprendere in mano il proprio progetto di vita. Tutto questo, però, diventa difficile quando lo stigma continua a condizionare il modo in cui guardiamo alla sofferenza psichica. Pregiudizi e etichette possono isolare, limitare opportunità e, a volte, arrivare persino a modificare il modo in cui una persona guarda se stessa.
Per questo la salute mentale non può essere al centro dell’attenzione soltanto il 10 ottobre. L’illuminazione in verde di monumenti e luoghi simbolici è un gesto importante, ma il vero cambiamento si costruisce ogni giorno: attraverso l’informazione, la formazione, l’ascolto l’inclusione e la possibilità per ogni persona di sentirsi riconosciuta oltre la propria diagnosi.
Una società che ascolta è una società che cura. Ascoltare chi vive o ha vissuto una sofferenza psichica, le famiglie, gli operatori e le comunità significa costruire servizi più vicini alle persone e percorsi di cura più autentici.
Come tecnici della riabilitazione psichiatrica, possiamo contribuire a questo cambiamento ogni giorno: mettendo la persona al centro, valorizzando le risorse, sostenendone l’autodeterminazione e accompagnandola nella costruzione del proprio progetto di vita.
Perché in fondo, il vero cambiamento nasce quando smettiamo di parlare soltanto delle persone e iniziamo a parlare con loro. E, soprattutto, quando impariamo davvero a d ascoltarle.
Desidero infine esprimere un sentito ringraziamento al Sindaco Fabio Abballe, all’Assessore alla Cultura e alla Sanità Lorenza Iafrate e all’intera Amministrazione Comunale per la sensibilità dimostrata, la partecipazione e l’attenzione dedicate a questa importante iniziativa di sensibilizzazione sulla salute mentale. Il loro impegno rappresenta un segnale significativo nella promozione di una comunità più consapevole, inclusiva e attenta alla dignità e al benessere di ogni persona.
Dott. Stefano Altobelli
TRP – REMS Polluce di Subiaco
ASL Roma 5










