Gli studenti si ispirano alle proteste in Francia e Spagna e annunciano nuove iniziative per estendere la mobilitazione agli istituti della Capitale.
Il liceo Maria Montessori di Roma è stato occupato la mattina del 9 ottobre dagli studenti e dalle studentesse, che hanno avviato una nuova fase della mobilitazione studentesca nella Capitale. L’iniziativa si inserisce nel percorso di Les Blocages Roma, il movimento che punta a coinvolgere altri istituti scolastici e a creare collegamenti con le proteste studentesche in corso in Europa.
L’occupazione nasce con l’obiettivo di rafforzare la partecipazione degli studenti e portare anche a Roma forme di mobilitazione ispirate alle esperienze francesi e spagnole. Una scelta che, nelle intenzioni dei promotori, rappresenta soltanto il primo passo di un percorso più ampio.
«Conosciamo il peso del nostro atto, ma rimanere a guardare non è una scelta. Da Parigi a Madrid, e ora anche a Roma, la nostra generazione non rimarrà inerme mentre le viene sottratto il futuro», dichiarano gli studenti.
Il liceo Montessori come punto di partenza per nuove mobilitazioni
Il Collettivo Montessori intende utilizzare l’occupazione per organizzare le prossime iniziative e favorire il coordinamento con gli studenti di altri istituti. Tra gli obiettivi indicati c’è anche il mantenimento di un contatto costante con i gruppi francesi, con l’intento di collegare le esperienze di mobilitazione tra Roma e Parigi.
«La nostra scuola diventerà una centrale operativa per il movimento Les Blocages. Da qui ci organizzeremo per costruire le prossime mobilitazioni, mantenendo un contatto costante con i compagni e le compagne francesi. Non vogliamo limitarci a guardare ciò che accade in Europa: vogliamo esserne parte e collegare Roma e Parigi», afferma il collettivo.
La mobilitazione, quindi, guarda già ai prossimi appuntamenti e alla possibilità di estendersi ad altre scuole della Capitale. L’intenzione dichiarata dagli studenti è quella di coinvolgere un numero crescente di istituti e portare le proprie rivendicazioni anche nelle piazze.
«Non ci fermeremo qui: lavoreremo per allargare la mobilitazione. Dobbiamo allargare questo movimento, portarlo in tutte le scuole e portare nelle piazze le nostre rivendicazioni», conclude il Collettivo Montessori.










