Lazio – Infermieri in fuga dagli ospedali, categoria stressata e demotivata

Sara Pacitto
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Nell’anno appena trascorso si è registrata una fuga pari a 600 unità: 600 infermieri regolarmente assunti nel pubblico impiego sono scappati dal Servizio Sanitario Nazionale per andare in pensione anticipata oppure nel privato, o semplicemente per cercare un’altra occupazione.

Categoria sotto stress, demotivata, le cui condizioni di impiego sono definite pessime: una lavoro usurante, con turni massacranti e buste paga senza adeguamenti, ormai da anni. E il Covid? La pandemia ha contribuito in maniera sostanziale al crollo fisico, psicologico e morale di queste importanti figure professionali: orari estenuanti, mancanza di un turn-over adeguato, aggressioni da parte degli utenti. 600 infermieri che vanno via, potrebbe sembrare un numero irrilevante ma non lo è: già prima del Covid nel Lazio mancavano all’appello 5mila operatori, mentre sono 8mila quelli che, entro l’anno, matureranno i requisiti per la pensione. Stefano Barone, segretario del NurSind Lazio, rincara «Quest’anno i numeri sono destinati solo ad aumentare: stipendi più bassi rispetto al resto d’Europa, con lo Stato che non ha nemmeno erogato la prevista indennità straordinaria da Covid di 75euro». Sara Pacitto
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Sara Pacitto
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