Truffe agli anziani, raffica di tentativi tra Ceccano e Giuliano di Roma: i Carabinieri ne sventano diversi

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Una raffica di tentativi di truffa ai danni di anziani ha interessato nelle ultime ore diversi comuni della provincia di Frosinone. Nella giornata del 2 ottobre i Carabinieri hanno registrato numerose segnalazioni soprattutto a Ceccano e Giuliano di Roma, dopo episodi analoghi segnalati il giorno precedente ad Amaseno. In nessun caso il raggiro è andato a segno.

Il copione era quello ormai noto, ma con modalità diverse. Al telefono, sconosciuti si presentavano come marescialli o comandanti dei Carabinieri e annunciavano presunti controlli, problemi con carte di credito e conti correnti, oppure il coinvolgimento di veicoli in indagini. In altri casi venivano raccontati falsi incidenti o problemi giudiziari che avrebbero riguardato familiari delle vittime, con la richiesta di denaro e preziosi per evitare conseguenze.

In alcune telefonate i truffatori arrivavano anche a chiedere informazioni sulla quantità di oro e gioielli custoditi in casa. In altri casi invitavano le vittime a recarsi in caserma per una presunta clonazione della targa dell’auto. Un elemento comune era il tentativo di creare rapidamente uno stato di allarme, sfruttando la paura e la fiducia riposta nella divisa.

A fare la differenza è stata però l’attenzione delle vittime e dei loro familiari. In più circostanze figli e nipoti sono intervenuti interrompendo il contatto con i truffatori, mentre la Centrale Operativa dei Carabinieri di Frosinone e le Stazioni territoriali hanno fornito assistenza immediata, attivando i controlli sul territorio. Per le verifiche sono stati impiegati anche militari in borghese e auto con targhe di copertura.

Proprio l’attività di controllo ha permesso di intercettare a Giuliano di Roma una Lancia Y ritenuta sospetta. A bordo c’era un giovane proveniente dalla Campania, già gravato da precedenti di polizia, che non avrebbe fornito una motivazione ritenuta plausibile sulla sua presenza in zona. Al termine degli accertamenti è stato disposto nei suoi confronti un Foglio di via obbligatorio (F.V.O.) ed è stata avanzata alla Questura di Frosinone la proposta per l’applicazione della misura di prevenzione del divieto di ritorno in provincia.

L’attenzione resta alta. I Carabinieri ricordano che nessun militare dell’Arma chiede denaro, gioielli o informazioni sui beni custoditi in casa. Allo stesso modo, non devono essere comunicati al telefono dati bancari, codici personali o informazioni relative a carte e conti correnti.

Di fronte a una telefonata sospetta, la raccomandazione è semplice: interrompere la conversazione, non consegnare nulla e chiamare immediatamente il 112. La rapidità della segnalazione, ancora una volta, può fare la differenza tra un tentativo e una truffa consumata.

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