Nel mirino gli interventi forestali, i danni ai prati e la gestione del patrimonio boschivo. Critiche anche al Piano di Assestamento del Comune di Subiaco e al Parco Naturale Regionale.
Le faggete dei Monti Simbruini sarebbero interessate da tagli boschivi e interventi che, secondo il Comitato per l’Aniene, starebbero provocando danni ambientali rilevanti. A denunciarlo è lo stesso Comitato, che parla di un’aggressione al patrimonio naturale del territorio, con tagli definiti devastanti e incontrollati e pesanti scassi all’interno dei boschi e sui prati.
Nel documento diffuso, il Comitato segnala la presenza di solchi che supererebbero il mezzo metro di profondità, con conseguenze che, secondo la denuncia, potrebbero compromettere l’equilibrio degli ecosistemi per molti anni. Nel mirino finiscono anche i controlli sul territorio, con critiche rivolte alla vigilanza del Parco e all’attività dei Carabinieri Forestali.
Le contestazioni riguardano diversi Comuni del comprensorio, in particolare Camerata Nuova, Cervara di Roma, Subiaco, Jenne e Filettino. Secondo il Comitato, le amministrazioni starebbero consentendo una gestione del patrimonio boschivo che non terrebbe adeguatamente conto del valore ambientale delle faggete e delle conseguenze degli interventi forestali.
Una parte significativa della denuncia è dedicata al Comune di Subiaco e al nuovo Piano di Assestamento e Gestione Forestale. Il Comitato contesta il contenuto del documento, sostenendo che riporterebbe inesattezze e affermazioni non corrette in merito ai diritti di uso civico dei cittadini sulle particelle forestali interessate.
Tra le questioni sollevate anche quella della pubblicazione del Piano sull’Albo Pretorio. Secondo quanto riferito dal Comitato, il documento sarebbe stato pubblicato soltanto alcuni giorni dopo, a seguito di un sollecito da parte dell’organizzazione. Critiche vengono rivolte anche al voto del Consiglio comunale, dove, secondo la denuncia, nessun consigliere, neppure tra le fila della minoranza, avrebbe espresso voto contrario all’adozione del Piano.
Nel mirino del Comitato per l’Aniene finisce anche il Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, accusato di non intervenire con sufficiente incisività a tutela del patrimonio boschivo. Nel documento viene citato anche il presidente Foppoli, al quale vengono contestate le iniziative pubbliche dedicate alla promozione della tutela ambientale, ritenute in contrasto con la situazione che il Comitato denuncia sul territorio.
La questione, sottolinea infine il Comitato, non riguarda soltanto la conservazione del paesaggio. I boschi montani svolgono infatti un ruolo fondamentale nel ciclo dell’acqua, favorendo l’accumulo delle risorse idriche e la ricarica delle falde acquifere. Una funzione ancora più importante in una fase caratterizzata dai cambiamenti climatici e da precipitazioni nevose sempre meno regolari.
Da qui la richiesta di maggiore attenzione e tutela per le faggete dei Monti Simbruini, patrimonio naturale che, secondo il Comitato per l’Aniene, non può essere sacrificato in nome di una gestione forestale priva di adeguate garanzie ambientali.
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