Vallemaio, minaccia di morte la moglie davanti ai Carabinieri: arrestato 37enne, disposto il braccialetto elettronico

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La donna si era rifugiata in un bar del paese insieme ai quattro figli minori per paura di nuove violenze. L’uomo avrebbe continuato a minacciarla anche davanti ai militari. Disposto il divieto di avvicinamento a un chilometro.

Un quadro di violenze domestiche reiterate, culminato con minacce di morte pronunciate persino davanti ai Carabinieri. È quanto ricostruito a Vallemaio, dove un uomo di 37 anni è stato arrestato in flagranza di reato con l’accusa di maltrattamenti nei confronti della moglie convivente. Per lui il giudice ha disposto il divieto di avvicinamento alla donna, con l’applicazione del braccialetto elettronico.

L’intervento dei Carabinieri della Stazione di Esperia è scattato nella tarda serata del 24 ottobre, proseguendo fino alle prime ore del giorno successivo. I militari sono stati chiamati a intervenire in un bar del paese, dove la donna aveva trovato rifugio insieme ai quattro figli minori. Non era la prima volta che cercava riparo lontano dall’abitazione familiare: secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la vittima temeva di rientrare in casa per il rischio di subire nuove aggressioni da parte del marito.

La presenza dei Carabinieri, tuttavia, non avrebbe fermato l’uomo. Nonostante i ripetuti inviti alla calma da parte dei militari, il 37enne avrebbe continuato a inveire contro la moglie, arrivando a rivolgerle esplicite e reiterate minacce di morte e di gravi violenze fisiche proprio davanti alle forze dell’ordine.

Le successive indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Cassino, avrebbero fatto emergere una situazione di maltrattamenti pressoché quotidiani, intensificatisi dal settembre 2026, dopo la ripresa della convivenza. Secondo gli elementi raccolti, gli episodi sarebbero stati spesso aggravati dallo stato di alterazione alcolica dell’uomo.

A rendere ancora più delicata la vicenda è il precedente giudiziario. Il trentasettenne era infatti già imputato in un altro procedimento per condotte analoghe nei confronti della stessa donna. Nel febbraio 2026 era stato arrestato e sottoposto alla misura dell’allontanamento dalla casa familiare, successivamente revocata nel mese di giugno.

Dopo l’arresto, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cassino ha convalidato il provvedimento e accolto la richiesta della Procura, disponendo per l’indagato il divieto di avvicinamento alla moglie a una distanza inferiore a un chilometro. La misura riguarda anche i luoghi frequentati dalla donna per motivi di lavoro o di studio.

È stato inoltre disposto il divieto assoluto di qualsiasi forma di contatto o comunicazione, anche attraverso strumenti telematici. Le prescrizioni saranno controllate mediante il braccialetto elettronico. In caso di rifiuto dell’installazione del dispositivo, è previsto l’aggravamento della misura con il trasferimento in carcere.

La donna, secondo quanto riferito, ha nel frattempo trovato una nuova sistemazione, lontano dall’abitazione condivisa con il marito.

L’operazione rientra nelle attività di contrasto alla violenza di genere condotte dall’Arma dei Carabinieri in collaborazione con la Procura della Repubblica di Cassino. Un intervento che riporta l’attenzione sull’importanza di denunciare tempestivamente le situazioni di violenza domestica, anche quando si protraggono nel tempo, per consentire l’attivazione delle misure di protezione.

La vicenda giudiziaria è nella fase delle indagini preliminari. L’indagato è da considerarsi presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, potendo esercitare tutti i diritti e le facoltà previsti dalla legge.

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