Il materiale è stato trovato dopo un principio d’incendio in un garage. Sequestrati bombe da mortaio, granate, mine antiuomo, tritolo e detonatori. Evacuate circa 80 persone, alcuni ordigni sono stati fatti brillare in una cava a Pescosolido.
Un arsenale con oltre mille pezzi tra ordigni bellici, munizioni e materiale esplosivo è stato scoperto a Campoli Appennino, in provincia di Frosinone, dopo un principio d’incendio in un garage di via Guglielmo Marconi. La vicenda, risalente al 27 settembre, ha portato all’arresto di un uomo di 55 anni, per il quale il giudice ha successivamente disposto gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.
L’intervento dei Carabinieri della Stazione e della Compagnia di Sora, insieme ai Vigili del Fuoco, era scattato per l’incendio. Durante l’ispezione del locale, nella disponibilità dell’uomo, i militari hanno trovato numerosi ordigni inesplosi risalenti alla Seconda guerra mondiale, tra cui bombe da mortaio di diverso calibro, oltre a materiale esplodente e polvere pirica.
La pericolosità del materiale ha reso necessario mettere immediatamente in sicurezza l’area. Con un’ordinanza sindacale è stata disposta l’evacuazione cautelare di circa 80 residenti che abitavano nel raggio di 150 metri dal luogo del ritrovamento.
Gli accertamenti, coordinati dalla Procura della Repubblica di Cassino e affidati ai Carabinieri della Compagnia di Sora, sono proseguiti con perquisizioni nell’abitazione dell’indagato, in via Borgo San Giacomo, e in un rudere in località Carpello/Treo. Anche in questi luoghi è stato rinvenuto altro materiale, fino a comporre un arsenale di dimensioni rilevanti.
Tra gli oggetti sequestrati figurano bombe da mortaio italiane, tedesche, inglesi e statunitensi, granate, proiettili d’artiglieria e mine antiuomo. I militari hanno inoltre trovato diversi chilogrammi di tritolo in scaglie, detonatori e artifizi pirotecnici, per un totale superiore ai mille pezzi.
Per gestire il materiale sono intervenuti gli artificieri del 6° Reggimento Genio Pionieri dell’Esercito Italiano, con sede a Roma-Cecchignola, e la Squadra Artificieri Antisabotaggio dei Carabinieri di Roma. Le operazioni hanno riguardato la bonifica, la catalogazione e la messa in sicurezza degli ordigni. Quelli considerati più instabili e pericolosi, previo nulla osta dell’autorità giudiziaria, sono stati fatti brillare in modo controllato in una cava nel territorio di Pescosolido.
Sul piano giudiziario, l’arresto in flagranza eseguito il 27 settembre è stato convalidato il 1° ottobre dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cassino, che ha accolto la richiesta della Procura disponendo per il 55enne gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.
All’uomo vengono contestati i reati di detenzione illegale di armi da guerra ed esplosivi, omessa denuncia di materiale esplodente e detenzione abusiva di munizioni. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari: l’indagato è da considerarsi presunto non colpevole fino a eventuale condanna definitiva.










