Da ottobre a dicembre 2026 lo spettacolo itinerante tratto dal libro del senatore Roberto Menia. Prima tappa il 24 ottobre a Colleferro, ingresso gratuito. In programma anche matinée dedicati agli studenti delle scuole superiori.
Le storie degli italiani dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia arrivano nei teatri del Lazio con Voci oltre il confine – Memorie che parlano, il progetto teatrale dell’associazione Stanza 236 APS dedicato alle Foibe e all’esodo giuliano-dalmata. L’iniziativa, in programma da ottobre a dicembre 2026, nasce con l’obiettivo di mantenere viva la memoria di queste vicende e trasmetterla alle nuove generazioni attraverso il linguaggio del teatro.
Scritto e diretto da Cristina Valeri, con la direzione artistica del Maestro Paolo Gatti, lo spettacolo è tratto dal libro del senatore Roberto Menia 10 febbraio. Dalle foibe all’esodo. La rappresentazione si sviluppa in sette quadri narrativi, nei quali teatro, musica e immagini si intrecciano con testimonianze, documenti e storie individuali. La consulenza storica è affidata a Marino Micich, direttore del Museo Archivio Storico di Fiume a Roma.

Uno degli elementi centrali del progetto è lo sguardo femminile sulle vicende del confine orientale. In scena vengono raccontate anche le storie di Norma Cossetto, Libera Sestan, Mafalda Codan e Maria Pasquinelli, figure attraverso le quali i promotori intendono restituire una dimensione umana a una pagina complessa della storia italiana del Novecento.
Realizzato con il contributo della Regione Lazio nell’ambito dei fondi per lo spettacolo dal vivo, il progetto gode del patrocinio dell’Università Europea di Roma e coinvolge diverse amministrazioni comunali del territorio. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito.
Particolare attenzione è riservata agli studenti delle scuole superiori. Dal 23 al 27 novembre, al Teatro Petrolini di Roma, nel quartiere Testaccio, sono previste rappresentazioni mattutine dedicate agli istituti scolastici. L’iniziativa vuole offrire ai ragazzi un’occasione per conoscere la storia del confine orientale nel periodo del secondo dopoguerra, attraverso lo spettacolo e momenti di approfondimento pensati per favorire il confronto e la consapevolezza storica.
Il calendario si aprirà il 24 ottobre alle ore 21 al Teatro Comunale Vittorio Veneto di Colleferro, in via dell’Artigianato 47, con il patrocinio del Comune. L’8 novembre lo spettacolo sarà al Teatro Comunale di Alvito, a Palazzo Gallio, in piazza Guglielmo Marconi 1. Il 12 novembre farà tappa ad Albano Laziale, all’Auditorium Castelli Romani di piazza Salvo D’Acquisto, mentre il 27 novembre sarà la volta di Montelibretti. La chiusura è prevista il 5 dicembre a Veroli, al Teatro Comunale di via Lucio Alfio 5.
Sul valore dell’iniziativa interviene Cristina Valeri, presidente dell’associazione Stanza 236 APS, che racconta come la lettura del libro di Menia abbia ispirato il progetto teatrale. «Non vuole essere una ricostruzione dal valore storiografico, ma un modo per diffondere e sensibilizzare cittadini e istituzioni su una pagina di storia per molti decenni dimenticata e financo negata», spiega.
La scelta di valorizzare le esperienze femminili, aggiunge Valeri, vuole sottolineare il ruolo delle donne nella storia dei popoli ai quali sentono di appartenere. La presidente ringrazia quindi la Regione Lazio, le amministrazioni comunali che hanno accolto lo spettacolo e le scuole aderenti, sottolineando l’importanza del coinvolgimento degli studenti: «La scuola è il principale luogo di formazione e di cittadinanza, e non ci può essere piena cittadinanza senza una memoria condivisa».










