Economia del Mare, Acampora a La Spezia: «Quattro grandi cantieri per una nuova stagione industriale»

5 MIn Lettura

Al Forum “Risorsa Mare” il presidente della Camera di Commercio Frosinone Latina e di Assonautica Italiana indica le direttrici per il futuro dell’economia marittima italiana. Sottoscritto anche il “Manifesto Marittimo della Spezia”

Il mare come grande piattaforma industriale del futuro. È questa la visione rilanciata da Giovanni Acampora, presidente della Camera di Commercio Frosinone Latina, di Assonautica Italiana e di Si.Camera, intervenuto alla seconda giornata della quarta edizione del Forum “Risorsa Mare”, in corso a La Spezia e promosso da The European House Ambrosetti e dal Ministero per la Protezione civile e le Politiche del mare.

Nel panel “Industrie del Mare: competere nello scenario globale”, Acampora ha individuato quattro grandi cantieri sui quali concentrare la capacità industriale del Paese: la nave del futuro, il porto del futuro, la conoscenza e il presidio del mare e l’adattamento industriale del Mediterraneo.

«Possiamo e dobbiamo costruire un nuovo Mediterraneo produttivo e sostenibile», ha sottolineato Acampora, indicando la necessità di passare dalla semplice gestione delle trasformazioni alla capacità di sviluppare soluzioni per governarle.

Secondo i dati richiamati dal presidente, l’Economia del Mare in Italia vale 225 miliardi di euro, coinvolge oltre 253mila imprese e dà lavoro a più di un milione di persone. Un sistema che comprende comparti diversi ma strettamente collegati tra loro: dalla portualità alla cantieristica, dalla nautica alla pesca, dal turismo all’energia, fino alla ricerca, all’ambiente e ai servizi.

«Parlare di mare significa parlare di politica industriale, competitività, sicurezza economica, innovazione, infrastrutture, energia, logistica e sviluppo dei territori», ha evidenziato Acampora, ricordando il lavoro svolto negli ultimi quindici anni dal sistema camerale per rafforzare la conoscenza dell’economia marittima e il suo riconoscimento come componente strategica dell’economia nazionale.

Una delle sfide indicate riguarda l’impatto dei cambiamenti climatici e delle trasformazioni tecnologiche. Il riscaldamento del Mediterraneo, l’innalzamento del livello del mare e la crescente necessità di ridurre le emissioni vengono letti anche come fattori capaci di generare una nuova domanda di innovazione.

In questo scenario assume un ruolo sempre maggiore la capacità di osservare, conoscere e monitorare il mare, mettendo in relazione spazio, superficie e dimensione subacquea. Una prospettiva nella quale rientrano anche il Primo Rapporto Nazionale sulla Dimensione Subacquea Italiana, presentato lo scorso luglio, e il prossimo Primo Rapporto Nazionale Space&Blue, previsto a novembre.

I quattro cantieri delineati da Acampora rappresentano così altrettante direttrici di sviluppo. La nave del futuro dovrà puntare su efficienza energetica, nuovi sistemi di propulsione, pluralità dei carburanti, materiali avanzati e digitalizzazione. Il porto del futuro dovrà invece integrare energia, elettrificazione, automazione, intermodalità, sicurezza e resilienza climatica.

Il terzo fronte riguarda la conoscenza e il presidio del mare, attraverso satelliti, sensoristica, robotica, sistemi autonomi subacquei, intelligenza artificiale, digital twin e monitoraggio delle coste, dei fondali, degli ecosistemi e delle infrastrutture strategiche. Infine, l’adattamento industriale del Mediterraneo richiede interventi e tecnologie per l’ingegneria costiera, la protezione dei porti, la gestione dell’acqua e la realizzazione di infrastrutture più resilienti.

«Quattro cantieri sui quali possiamo mettere insieme imprese, porti, università, ricerca, finanza e istituzioni», ha affermato Acampora. «Il mare è tornato al centro dei grandi equilibri economici e geopolitici mondiali e il Mediterraneo può tornare al centro anche di una nuova stagione industriale».

Nel corso del Forum è stato inoltre sottoscritto il “Manifesto Marittimo della Spezia”, alla presenza del ministro Nello Musumeci. Il documento individua quattro grandi sfide per il sistema-Mare: geopolitica e sicurezza delle rotte, nuove strategie industriali, transizione energetica, digitalizzazione e automazione. Tre gli obiettivi indicati al 2035: leadership marittima, sicurezza del sistema-Mare e crescita sostenibile.

Il Manifesto richiama inoltre la necessità di rafforzare il ruolo dell’Italia e dell’Europa nell’economia e nelle tecnologie marittime, tutelare le rotte commerciali e le infrastrutture strategiche, compresa la dimensione cyber, e sostenere la transizione energetica e digitale attraverso investimenti, innovazione e competenze.

Alla quarta edizione di “Risorsa Mare” è presente anche l’Azienda Speciale Informare della Camera di Commercio Frosinone Latina, con il presidente e coordinatore di OsserMare Antonello Testa, che ha sottoscritto insieme ad Acampora il Manifesto.

Per la Camera di Commercio Frosinone Latina e per Assonautica Italiana, la partecipazione al Forum e la firma del documento rappresentano un ulteriore passaggio nel percorso volto a costruire una visione integrata dell’Economia del Mare, mettendo in relazione imprese, infrastrutture, ricerca, innovazione e territori.

author avatar
Redazione
Nessun commento