A vent’anni dalla sua morte, l’Abbazia di Montecassino celebra San Carlo Acutis con l’ostensione della reliquia. Gli studenti dell’Istituto San Benedetto inaugureranno il nuovo anno scolastico nel Monastero dopo il viaggio ad Assisi.
Sono trascorsi vent’anni dalla morte di Carlo Acutis, ma la sua figura continua a parlare soprattutto ai giovani. Proclamato santo il 7 settembre 2025 da Papa Leone XIV, Carlo Acutis viene ricordato ogni anno il 12 ottobre, giorno della sua morte, avvenuta nel 2006 a soli 15 anni.
In occasione della sua ricorrenza, l’Abbazia di Montecassino ospiterà l’11 e il 12 ottobre l’ostensione di una reliquia del giovane Santo, custodita nella cappella del Monastero dedicata ai Santi Pietro e Paolo. Durante la Santa Messa di domenica sarà inoltre dedicata a San Carlo Acutis una speciale memoria.
La reliquia è costituita da un ciuffo di capelli, custodito all’interno di un prezioso reliquiario di stile beuronese, espressione artistica sviluppata dalla Scuola d’arte di Beuron, nata nell’omonima abbazia benedettina in Germania.
La reliquia, normalmente conservata nella Cappella delle Reliquie, era già stata esposta a Montecassino lo scorso anno, attirando numerosi fedeli e soprattutto tanti giovani. Anche quest’anno sono attesi numerosi visitatori desiderosi di rendere omaggio a quello che è diventato uno dei santi più vicini alle nuove generazioni.

Un nuovo anno scolastico nel segno di Carlo Acutis
Il legame tra San Carlo Acutis e i giovani sarà particolarmente significativo anche per gli studenti dell’Istituto Paritario San Benedetto.
Sabato gli studenti inaugureranno infatti il nuovo anno scolastico proprio all’interno dell’Abbazia di Montecassino. Una scelta tutt’altro che casuale.
Gli alunni arriveranno al Monastero dopo un viaggio ad Assisi, durante il quale, insieme alle loro famiglie, hanno avuto l’opportunità di visitare la tomba di San Francesco e quella di San Carlo Acutis.
Per loro sarà quindi un momento dal forte significato: dopo aver pregato davanti alla tomba del giovane Santo ad Assisi, potranno ritrovare la sua memoria e la sua reliquia all’interno dell’antico Monastero benedettino.
Un percorso che unisce spiritualità, formazione e vita scolastica, mettendo al centro una figura capace di parlare ai ragazzi attraverso un linguaggio sorprendentemente contemporaneo.
Un Santo nell’era digitale
È proprio questo uno degli aspetti che ha reso Carlo Acutis così conosciuto nel mondo.
Carlo è considerato il primo santo nativo digitale, una definizione legata al suo rapporto con la tecnologia e con gli strumenti informatici, che utilizzava non soltanto per passione personale ma anche per raccontare e diffondere la propria fede.
Appassionato di informatica e programmazione, realizzò una mostra internazionale sui miracoli eucaristici, un progetto che ha raggiunto numerosi Paesi e che ancora oggi rappresenta una delle testimonianze più conosciute della sua attività.
La sua vita, però, non fu soltanto computer e tecnologia.
Carlo amava il calcio, suonava il sassofono, giocava ai videogiochi e realizzava video con i suoi animali domestici. Viveva, insomma, la quotidianità di un adolescente del suo tempo.
Accanto a questa normalità coltivava una profonda devozione religiosa, con una particolare attenzione all’Eucaristia.
La solidarietà verso gli ultimi
Tra gli aspetti più significativi della sua breve vita c’è anche l’attenzione verso le persone più fragili.
Nonostante provenisse da una famiglia benestante, Carlo destinava i propri risparmi all’acquisto di cibo e sacchi a pelo per le persone senza dimora che incontrava a Milano, instaurando con alcune di loro rapporti di amicizia e vicinanza.
Una dimensione della sua vita che contribuisce a spiegare perché la sua figura sia riuscita a superare i confini della devozione religiosa, diventando per molti giovani un esempio di attenzione verso gli altri.
La sua vita si interruppe improvvisamente nel 2006, quando una forma aggressiva di leucemia fulminante lo portò alla morte a soli 15 anni.
Oggi, a vent’anni da quella scomparsa, la sua figura continua a essere al centro di una devozione crescente.
E l’ostensione della sua reliquia a Montecassino assume un significato particolare proprio perché avviene in un luogo simbolo della spiritualità benedettina e davanti a una generazione di giovani che, ancora una volta, sceglie di incontrare Carlo Acutis attraverso la fede, la memoria e la testimonianza della sua vita.










