Ivano aveva 23 anni.
Nel 2025 aveva raggiunto un traguardo importante, conseguendo la laurea in Ingegneria alla Sapienza di Roma. Aveva terminato gli studi ed iniziava a pensare al lavoro, le responsabilità, i progetti, la costruzione del proprio futuro.
Quel futuro, però, non ha avuto il tempo di prendere forma.
Ivano è morto dopo aver affrontato una grave malattia. La sua storia si ferma qui, ma non si ferma il legame con chi gli ha voluto bene.
Chi lo conosceva conserva di Ivano il ricordo di una persona capace di rapportarsi agli altri con discrezione e rispetto. Un ragazzo che aveva attraversato gli anni della formazione fino a raggiungere la laurea e che ora viene salutato proprio dalle persone che hanno condiviso con lui una parte del cammino.
Domani sarà il giorno dell’ultimo saluto.
Alle 15, nella Cattedrale di Anagni, la famiglia si riunirà per accompagnare Ivano nel suo ultimo viaggio. Accanto ai genitori e al fratello ci saranno i parenti, gli amici e quanti hanno avuto modo di conoscerlo.
Sarà una cerimonia segnata inevitabilmente dal dolore, ma anche dalla presenza di una comunità che vuole stringersi attorno alla famiglia in un momento nel quale le parole servono a poco.
A colpire, più di ogni altra cosa, è la sua età.
Ventitré anni significano avere appena concluso un percorso universitario e trovarsi davanti a possibilità ancora tutte da esplorare. Significano avere ancora tempo per scegliere, cambiare, provare, costruire. Significano avere davanti esperienze che non sono ancora cominciate.
Per Ivano molte di quelle possibilità rimarranno soltanto ipotesi.
Non ci saranno i primi passi della vita professionale, i nuovi progetti, gli incontri che ancora non erano avvenuti. Non ci saranno le occasioni che il futuro avrebbe inevitabilmente portato con sé.
È questo, forse, ciò che rende ancora più difficile la sua scomparsa: non soltanto la perdita di un figlio, di un fratello, di un amico, ma la consapevolezza di quanto poco tempo gli sia stato concesso.
Domani, nella Cattedrale di Anagni, il suo nome sarà pronunciato per l’ultima volta in una cerimonia pubblica.
Poi resteranno i ricordi privati, quelli che appartengono alla famiglia e agli amici. Resteranno le fotografie, le parole, le esperienze condivise. Resterà soprattutto ciò che Ivano ha rappresentato per le persone che hanno avuto la fortuna di incontrarlo.
Aveva 23 anni.
Una laurea appena conquistata, una vita ancora da costruire e un futuro che non ha fatto in tempo a conoscere.
Domani sarà il giorno dell’addio. Per chi gli ha voluto bene, comincerà invece il tempo del ricordo.











