Dalla gestione della Pro Loco al sequestro del cantiere del biodigestore in zona Capannaccio, il Partito democratico denuncia una gestione amministrativa inadeguata e chiede un’alternativa politica per la città.
«Anagni è precipitata nel caos amministrativo per responsabilità di un centrodestra incapace di governare, travolto da conflitti e rivalità interne». È un giudizio durissimo quello espresso dal Partito democratico di Anagni, che punta il dito contro l’amministrazione comunale, accusandola di anteporre le logiche di potere agli interessi della comunità.
Nel documento diffuso dal Pd, due vicende diventano il simbolo delle criticità denunciate: la gestione della Pro Loco e il sequestro del cantiere del biodigestore in zona Capannaccio.
Il primo fronte riguarda la Pro Loco, associazione che, secondo i democratici, dovrebbe essere tutelata nella propria autonomia e valorizzata per il ruolo svolto nella promozione del patrimonio storico, artistico e culturale della città.
Il Pd contesta i tentativi, attribuiti ad alcuni esponenti del centrodestra, di utilizzare la gestione dell’associazione come strumento di trattativa o di pressione politica. Un comportamento che, secondo il partito, rischierebbe di snaturare la funzione della Pro Loco, trasformandola in un terreno di scontro tra le diverse componenti della maggioranza anziché in una realtà al servizio di tutti i cittadini.
«Il centrodestra si accapiglia per controllare la sua gestione come se la Pro Loco fosse di loro proprietà», sostiene il Pd, che richiama la necessità di salvaguardare i valori sociali e culturali dell’associazione, sottraendoli alle rivalità politiche.
Ancora più grave, secondo i democratici, è la vicenda del cantiere del biodigestore in località Capannaccio, sottoposto a sequestro. Il partito solleva interrogativi sul ruolo svolto dall’amministrazione comunale nell’iter autorizzativo e sulla realizzazione dei lavori, chiedendo chiarezza in merito ai titoli edilizi e alle responsabilità dei soggetti coinvolti.
Nel documento, il Pd accusa il sindaco e la sua amministrazione di aver gestito la vicenda con superficialità e di non aver garantito la necessaria trasparenza. Si tratta di valutazioni politiche espresse dal partito, che pone al centro della propria contestazione la necessità di verificare le procedure seguite e le eventuali responsabilità, senza confondere le accuse politiche con gli accertamenti degli organi competenti.
«Non è concesso a nessuno, aziende e privati cittadini che siano, di fare e disfare iniziative a proprio piacimento per il loro esclusivo interesse», afferma il Pd, attribuendo al sindaco la responsabilità politica della situazione denunciata.
La critica dei democratici si allarga alla conduzione complessiva della cosa pubblica. Nel mirino finiscono le divisioni interne alla maggioranza, descritte come uno scontro continuo tra amministratori, sindaco e assessori, impegnati — secondo il partito — in una contrapposizione che finisce per penalizzare la città.
Il Pd richiama anche la storia e la centralità di Anagni, città capitale degli Ernici e importante centro di attività produttive per lo sviluppo dell’intera provincia. Un patrimonio che, secondo i democratici, non sarebbe adeguatamente tutelato dall’attuale amministrazione.
Nel documento viene denunciato un progressivo indebolimento del prestigio cittadino, anche nel confronto con altre realtà del territorio come Alatri, Ferentino e Veroli.
La conclusione del Partito democratico è un appello a rafforzare l’opposizione e a costruire una proposta politica alternativa all’attuale governo cittadino.
«Occorre ridare lustro alla città con una forte opposizione a questa amministrazione e prospettare un’alternativa di cambiamento nell’interesse dei cittadini», è la posizione espressa dal Pd di Anagni.
Una presa di posizione che riporta al centro del dibattito politico cittadino il tema della qualità dell’azione amministrativa, della trasparenza e della capacità di mettere gli interessi della comunità al di sopra delle divisioni interne alla maggioranza.











