Anagni – Cavalli allo stato brado, feriti e abbandonati: l’altra faccia di una vicenda che non trova soluzione

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Non c’è soltanto la preoccupazione per la sicurezza dei residenti e degli automobilisti. Nella vicenda dei cavalli allo stato brado che da anni interessa la località Monti, ad Anagni, emerge con sempre maggiore evidenza anche un’altra questione: quella delle condizioni in cui vivono gli animali.

Questa mattina alcuni residenti hanno notato una cavalla con evidenti difficoltà a camminare. L’animale presentava una vistosa zoppia e, secondo quanto riferito dai testimoni, si allontanava con difficoltà, barcollando e arrivando anche a cadere. I cittadini hanno immediatamente allertato la Polizia Locale, intervenuta sul posto insieme a una veterinaria della ASL.

La cavalla ha proseguito il suo percorso fino a raggiungere il fontanile, dove si è fermata per bere. Successivamente si è allontanata, cercando di ricongiungersi alla mandria. Una scena che ha suscitato forte preoccupazione tra le persone presenti, soprattutto per le condizioni fisiche dell’animale.

Ma non è stato l’unico caso riscontrato nel corso dell’intervento. La veterinaria della ASL ha individuato anche un altro cavallo ferito, con una lesione sanguinante che interessava una gamba e una ferita aperta, nella parte inferiore del petto, di circa 15 centimetri. Secondo quanto riferito, la lesione era piena di mosche.

Due animali in difficoltà, due situazioni che riportano al centro dell’attenzione una questione che non può essere affrontata soltanto sotto il profilo della sicurezza pubblica. La presenza di equini che circolano liberamente sul territorio pone infatti interrogativi anche sul loro stato di salute, sull’assistenza veterinaria, sulla disponibilità di cure e sulla responsabilità della loro custodia. Un animale ferito, che fatica a camminare o presenta lesioni aperte, ha bisogno di essere valutato e, quando necessario, curato tempestivamente.

La tutela degli animali non può diventare un aspetto secondario di questa vicenda. Se da una parte i residenti chiedono da anni interventi per evitare situazioni di pericolo sulle strade e nelle aree abitate, dall’altra c’è anche il dovere di impedire che gli stessi animali continuino a vivere in condizioni di possibile sofferenza, senza un’assistenza adeguata.

Dopo anni di segnalazioni, la domanda resta inevitabile: chi si occupa effettivamente di questi animali e quali misure vengono adottate per garantirne la salute e la custodia?

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