Dopo la sospensione dei lavori, l’intervento della Polizia locale apre una nuova fase nella vicenda dell’impianto. PD, Sinistra Italiana, M5S e Possibile chiedono risposte e parlano di un tradimento nei confronti della città.
Sul biodigestore di Capannaccio arriva il sequestro del cantiere da parte della Polizia locale. Un passaggio che apre un nuovo capitolo in una vicenda che da settimane alimenta polemiche e richieste di chiarimento da parte delle forze politiche e dei cittadini.
A intervenire sono il Partito Democratico di Anagni, Sinistra Italiana Anagni, Movimento 5 Stelle Anagni e Possibile Anagni, che puntano il dito contro l’amministrazione comunale di centrodestra, accusandola di non aver fornito risposte adeguate alle domande sollevate sul progetto.
«Tanto tuonò che piovve», esordiscono le forze politiche, ricordando le richieste di chiarimento rimaste, a loro giudizio, senza riscontro. Dopo la sospensione dei lavori, il sequestro del sito rappresenta un ulteriore sviluppo, mentre resta da chiarire la portata delle eventuali violazioni e quali saranno gli esiti del procedimento.
Le opposizioni sottolineano anche il ruolo svolto dalle denunce e dall’attenzione pubblica sulla vicenda, ponendo una domanda: cosa sarebbe successo se partiti, cittadini e opposizione non avessero continuato a mantenere alta l’attenzione sul biodigestore?
Pur dichiarando di attendere gli sviluppi del procedimento, i quattro gruppi politici ritengono che la questione non possa essere circoscritta al solo piano giudiziario. Per loro, infatti, rimane aperta una questione politica che investe direttamente le responsabilità dell’amministrazione comunale.
Al centro della contestazione c’è soprattutto la distanza tra le posizioni politiche espresse in passato e quanto sta accadendo a Capannaccio. Le opposizioni richiamano lo slogan «mai più impianti che trattano rifiuti sul territorio comunale», chiedendo conto di quello che considerano un impegno disatteso.
La vicenda del biodigestore diventa così, nella loro lettura, un banco di prova per la credibilità della maggioranza di centrodestra e per le garanzie offerte alla comunità sul futuro del territorio.
«Politicamente possiamo dire che l’amministrazione di centrodestra ha fallito totalmente», sostengono i gruppi firmatari, che concludono con un’accusa netta: «Qui e solo qui si consuma il vero tradimento nei confronti della città».
Resta ora da seguire l’evoluzione della vicenda giudiziaria, senza anticiparne gli esiti. Sul piano politico, invece, la richiesta delle opposizioni è chiara: ottenere risposte su una questione che continua a dividere la città e sulla quale, sostengono, l’amministrazione deve assumersi le proprie responsabilità.











