Dal 14 novembre il Museo intitolato ad Amedeo Maiuri torna accessibile al pubblico con un percorso espositivo completamente rinnovato. Investimento da 850mila euro con fondi PNRR, nuovi allestimenti multimediali e particolare attenzione all’accessibilità.
La storia dei popoli italici torna a essere patrimonio accessibile a tutti. Da sabato 14 novembre 2026 Veroli ospiterà nuovamente il pubblico al Museo archeologico nazionale dei popoli italici “Amedeo Maiuri”, allestito nello storico Palazzo Marchesi Campanari. Sedici sale, circa 500 reperti e un percorso espositivo completamente rinnovato accompagneranno i visitatori alla scoperta delle antiche comunità che abitarono il Lazio meridionale prima della conquista romana.
Il progetto rappresenta un importante intervento di recupero e valorizzazione del patrimonio archeologico del territorio. Grazie a un investimento di 850mila euro finanziato dall’Unione europea attraverso il programma NextGenerationEU, nell’ambito del PNRR, sono stati resi fruibili tre dei quattro piani dello storico edificio.

I lavori, avviati nel novembre 2025, hanno interessato il recupero architettonico, l’adeguamento degli impianti e il completo riallestimento degli spazi. Una parte significativa dell’intervento è stata dedicata all’eliminazione delle barriere fisiche e cognitive, con l’obiettivo di rendere il museo accessibile a pubblici diversi.
Nel dettaglio, 700mila euro sono stati destinati alla rimozione delle barriere architettoniche e cognitive, mentre altri 150mila euro hanno finanziato il progetto “Allestimenti per comunicare l’accessibilità”. A queste risorse si aggiungono circa 670mila euro di ulteriori finanziamenti ministeriali per la conservazione, la valorizzazione, il potenziamento degli allestimenti e della connettività e il completamento delle procedure antincendio.
«Il Museo nazionale di Veroli rende visibile il risultato di un investimento pubblico che tiene insieme cura del patrimonio, ricerca e diritto alla cultura», dichiara Elisabetta Scungio, direttrice della Direzione regionale Musei nazionali Lazio. La possibilità di esporre materiali rimasti a lungo nei depositi, sottolinea, significa restituire conoscenza alle comunità e creare nuove occasioni di scoperta per chi visita il territorio. Un risultato reso possibile dalla collaborazione tra istituti del Ministero, amministrazione comunale, università e associazioni.
Il percorso espositivo racconta le popolazioni dei Latini, dei Volsci, degli Ernici e degli Aurunci, mettendone in relazione la storia con quella delle comunità dei territori vicini. I reperti, databili tra l’VIII e il III secolo avanti Cristo, permettono di ricostruire aspetti della vita quotidiana, dalle abitazioni ai luoghi di culto, dalle lingue e dalle forme di scrittura alle pratiche funerarie, fino alle trasformazioni che precedettero l’espansione romana.

Non sarà soltanto un’esposizione di reperti. Il nuovo museo propone anche strumenti multimediali e ricostruzioni pensati per rendere più coinvolgente l’esperienza di visita. Tra le installazioni spicca un plastico del territorio animato da proiezioni in videomapping, insieme alla ricostruzione di un villaggio arcaico di Frosinone e a una sala immersiva e multisensoriale dedicata alla transumanza.
Particolare attenzione è riservata anche alla storia di Palazzo Campanari. Nella cappella dell’edificio, tre personaggi storici ricostruiti sulla base dei documenti d’archivio raccontano le vicende del palazzo. Un grande salone rende invece omaggio ad Amedeo Maiuri, l’archeologo nato a Veroli, attraverso un approfondimento sulla sua attività a Pompei e nell’area vesuviana. Presente anche una sala dedicata ai reperti recuperati a livello internazionale dai Carabinieri del Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale.
«Abbiamo lavorato perché ogni reperto potesse raccontare qualcosa delle persone che lo hanno prodotto e utilizzato: come abitavano, in quali divinità credevano, quali relazioni costruivano con le altre comunità», spiega Alessandra Gobbi, direttrice del Museo. Il rigore scientifico è stato affiancato da linguaggi accessibili, ricostruzioni e strumenti multisensoriali, con l’obiettivo di avvicinare alla storia visitatori con esigenze differenti.
La progettazione ha coinvolto anche le realtà associative impegnate nella tutela dei diritti e nell’inclusione. Hanno collaborato l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti e l’Ente Nazionale Sordi, attraverso le rispettive sezioni di Frosinone, l’Associazione Anche Noi e l’Associazione Nazionale Genitori persone con Autismo di Frosinone. Linguaggi semplici, spazi di sosta, servizi igienici accessibili e soluzioni immersive contribuiranno a rendere la visita più accogliente.

Il riallestimento nasce inoltre da una rete di collaborazioni scientifiche e istituzionali che coinvolge importanti realtà museali e archeologiche italiane, tra cui il Parco archeologico di Pompei, il Museo archeologico nazionale di Napoli, l’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este e il Parco archeologico di Sepino, insieme alle Soprintendenze competenti per i territori di Frosinone e Latina e di L’Aquila e Teramo, università e centri di ricerca.
Il Museo si inserisce anche in un progetto più ampio di valorizzazione del patrimonio culturale cittadino. In collaborazione con il Comune di Veroli è stato realizzato “Pietre della cultura”, un itinerario che accompagna i visitatori tra i vicoli del centro storico attraverso formelle personalizzate nella pavimentazione. Il percorso collega Palazzo Campanari al Museo civico archeologico, al Duomo di Sant’Andrea e Museo del Tesoro, alla Biblioteca Giovardiana e alla Basilica di Santa Maria Salome con la Scala Santa.
Gli orari di apertura e le visite guidate
Dal 14 novembre il Museo archeologico nazionale dei popoli italici “Amedeo Maiuri” sarà visitabile gratuitamente ogni sabato e domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.
Un’occasione speciale è prevista per domenica 15 novembre, quando la direttrice accompagnerà il pubblico alla scoperta delle collezioni con due visite guidate, in programma alle 11.30 e alle 15. L’iniziativa si svolge nell’ambito di Wine not?! Le vie del vino, organizzata dalla Pro Loco Veroli APS in collaborazione con il Comune di Veroli, la Regione Lazio e ARSIAL.
Per Veroli si apre così una nuova stagione di valorizzazione culturale: un museo che restituisce visibilità a secoli di storia del territorio e che punta a diventare un nuovo punto di riferimento per cittadini, studiosi e visitatori.













