La Giunta regionale approva la delibera proposta dall’assessore Massimiliano Maselli. L’organismo si occuperà di monitorare presenze, occupazione, accesso ai servizi e condizioni abitative. Obiettivo: favorire l’integrazione socio-lavorativa dei cittadini provenienti da Paesi terzi.
La Regione Lazio istituisce l’Osservatorio regionale sul fenomeno migratorio, uno strumento destinato a rafforzare il monitoraggio e la programmazione delle politiche di inclusione e integrazione. La decisione è arrivata con una delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Inclusione sociale e ai Servizi alla persona, Massimiliano Maselli.
Il provvedimento prevede una dotazione finanziaria di 5,5 milioni di euro, provenienti dal progetto FAMI (Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione) “O.A.S.I. Lazio”. Le risorse non comporteranno oneri a carico del bilancio regionale.
L’Osservatorio avrà il compito di supportare le istituzioni nella conoscenza e nella gestione del fenomeno migratorio, attraverso attività di monitoraggio demografico e occupazionale, analisi dell’accesso ai servizi e approfondimenti sulle condizioni abitative dei cittadini stranieri.
Tra le attività previste anche la realizzazione di report e focus tematici, con la creazione di uno spazio digitale dedicato sul sito istituzionale della Regione Lazio, attraverso il quale saranno pubblicati e diffusi i dati raccolti e le analisi elaborate.
«Con l’istituzione di tale osservatorio sarà possibile supportare la programmazione, il monitoraggio, la valutazione e la governance delle politiche regionali in materia di immigrazione e integrazione», ha dichiarato l’assessore Massimiliano Maselli.
Il responsabile regionale ha quindi indicato la finalità principale dell’iniziativa: «L’obiettivo principale è l’integrazione socio-lavorativa dei cittadini provenienti da Paesi terzi».
Con questo provvedimento la Regione Lazio punta dunque a dotarsi di uno strumento stabile di analisi e conoscenza, nella prospettiva di rendere più efficaci gli interventi pubblici e favorire percorsi di inclusione sociale e lavorativa.











