Firmata al Rettorato dell’Università di Cassino una convenzione per promuovere innovazione, economia circolare e sviluppo sostenibile. Tra gli obiettivi, trasformare le acque reflue depurate in una risorsa per le imprese e il territorio.
Ricerca scientifica, innovazione tecnologica ed economia circolare al servizio dello sviluppo del territorio. È questo l’obiettivo della convenzione sottoscritta oggi, 29 ottobre, presso il Rettorato dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, da Acea Ato 5, Unicas e Unindustria.
L’accordo punta a rafforzare la collaborazione tra università, gestore del servizio idrico integrato e sistema produttivo, mettendo in rete competenze accademiche e industriali per sviluppare soluzioni concrete a beneficio dell’ambiente e delle imprese della provincia di Frosinone.
Tra gli ambiti di intervento figurano attività di ricerca applicata, progetti pilota e iniziative innovative da sperimentare nei contesti territoriali e produttivi. Particolare attenzione sarà riservata al riutilizzo delle acque reflue depurate, con l’obiettivo di trasformare una risorsa oggi non utilizzata in una possibile opportunità per le attività economiche e per una gestione più sostenibile dell’acqua.

«Con la firma della Convenzione Quadro mettiamo al centro l’acqua come concreto volano per lo sviluppo sostenibile del territorio», ha dichiarato il presidente di Acea Ato 5, Claudio Cosentino. La sfida, ha spiegato, è passare da un modello basato sul semplice utilizzo della risorsa a un sistema circolare, nel quale l’acqua possa essere recuperata, riutilizzata e restituita al territorio generando nuove opportunità.
Per Cosentino, la collaborazione tra gestore idrico, università e imprese punta a unire ricerca, competenze industriali e capacità operativa, sviluppando soluzioni innovative e concretamente applicabili. Il riutilizzo delle acque depurate potrebbe così contribuire alla tutela ambientale e alla competitività del tessuto produttivo locale.
Sull’importanza del trasferimento tecnologico si è soffermato anche il rettore dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale, Marco Dell’Isola. «La firma di questa convenzione testimonia l’impegno dell’Ateneo nel favorire il trasferimento tecnologico verso il territorio», ha affermato, sottolineando il ruolo della ricerca scientifica nel sostenere l’innovazione e la sostenibilità ambientale attraverso la collaborazione con Acea Ato 5 e con il sistema delle imprese rappresentato da Unindustria.
L’iniziativa, secondo il presidente di Unindustria Frosinone, Corrado Savoriti, rappresenta il primo passo di un percorso più ampio da sviluppare nell’intera provincia. L’obiettivo è individuare le situazioni in cui sia tecnicamente possibile ridurre i consumi idrici e favorire un modello orientato all’economia circolare.
Savoriti ha richiamato anche la necessità di investimenti e innovazione infrastrutturale, evidenziando come iniziative di questo tipo possano contribuire a una gestione più efficiente della risorsa e delle reti, con ricadute ambientali ed economiche per le imprese.
Per Vittorio Celletti, presidente di Unindustria Cassino, la convenzione riporta al centro la capacità industriale e innovativa del territorio e l’attenzione condivisa da imprese, gestori e università verso una risorsa strategica come l’acqua.
La collaborazione istituzionale, ha osservato Celletti, potrà produrre benefici ambientali e sociali e rappresentare un esempio di applicazione delle tecnologie innovative.
La convenzione apre dunque una nuova fase di confronto tra ricerca, gestione del servizio idrico e mondo produttivo. Il passaggio decisivo sarà tradurre gli obiettivi dell’accordo in progetti concreti, capaci di migliorare l’efficienza nell’utilizzo dell’acqua e sostenere lo sviluppo sostenibile del territorio.










