Frosinone, redditi più bassi del Lazio ma tasse in aumento: l’allarme della Uil

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Il reddito imponibile medio in provincia è di 25.517,8 euro, mentre l’addizionale regionale Irpef è cresciuta del 30,4% dal 2019. Cirulli: «Non si può continuare a chiedere di più a chi ha di meno».

Redditi medi più bassi del Lazio, ma un peso fiscale in costante aumento. È il quadro che emerge per la provincia di Frosinone dal dossier Fiscalità territoriale e impatto sui redditi delle famiglie nel Lazio, realizzato dalla Uil Lazio insieme all’Istituto di ricerca Eures. I dati relativi al 2024 evidenziano una crescente pressione sulle famiglie della Ciociaria, chiamate a sostenere imposte locali e costi dei servizi che incidono in modo significativo sul reddito disponibile.

Secondo l’analisi, il reddito imponibile medio per contribuente in provincia di Frosinone si è attestato a 25.517,8 euro, il valore più basso tra le province del Lazio. Nello stesso territorio, l’addizionale regionale Irpef media ha raggiunto i 577,3 euro per contribuente, con un aumento del 30,4% rispetto al 2019. Si tratta dell’incremento più elevato a livello regionale, a fronte di una crescita del reddito che nello stesso periodo si è fermata al 13,8%.

Un divario che, secondo il sindacato, pone una questione di equità fiscale: mentre i redditi aumentano a un ritmo più contenuto, il prelievo regionale cresce in misura più marcata, riducendo ulteriormente le risorse a disposizione delle famiglie.

A pesare sui contribuenti è anche l’addizionale comunale. Nel capoluogo, Frosinone, l’importo medio per contribuente è pari a 235,2 euro, mentre il dato provinciale scende a 196,3 euro. Considerando insieme le addizionali regionale e comunale, un contribuente della provincia versa mediamente 773,6 euro.

Il quadro diventa ancora più significativo osservando gli importi complessivi delle due imposte nel Comune di Frosinone in relazione a diversi livelli di reddito imponibile. Per un reddito di 28.000 euro, il prelievo ammonta a 708,4 euro; sale a 939 euro per un reddito di 30.000 euro e raggiunge 1.412 euro per un reddito di 40.000 euro.

«Non si può continuare a chiedere di più a chi ha di meno», afferma Alessandro Cirulli, segretario generale della Uil di Frosinone. «È un problema di equità e giustizia sociale: il fisco non può trasformarsi in un ulteriore fattore di impoverimento per territori già segnati da fragilità economiche e salari bassi. Serve una politica fiscale che redistribuisca il carico più equamente, tuteli il potere d’acquisto delle persone e restituisca ossigeno alle famiglie».

Alle imposte si aggiungono le altre spese che gravano sui bilanci domestici: dalla Tari al servizio idrico, dall’Imu alle rette degli asili nido e alle mense scolastiche. Costi differenti, ma accomunati dalla capacità di ridurre il reddito effettivamente disponibile per le spese quotidiane.

Secondo il dossier, l’insieme di queste voci può superare i 4.600 euro annui per una famiglia con un reddito di 20.000 euro, pari a circa il 23% del reddito complessivo. Per una famiglia con un reddito di 40.000 euro, invece, la spesa può oltrepassare i 6.900 euro l’anno, con un’incidenza superiore al 17%.

Numeri che riportano al centro del dibattito il rapporto tra tassazione locale, costo dei servizi essenziali e capacità economica dei cittadini. Per la Uil, la questione non riguarda soltanto il livello delle imposte, ma anche la necessità di distribuire il carico fiscale in modo più equilibrato, evitando che le famiglie con minori disponibilità economiche siano esposte a un’incidenza proporzionalmente più elevata.

Il sindacato chiede quindi alla Regione Lazio e alle amministrazioni comunali di avviare un confronto per individuare misure di alleggerimento della fiscalità territoriale e delle tariffe locali. Tra le proposte indicate figurano una revisione delle addizionali Irpef e interventi sui costi dei servizi.

«L’obiettivo è garantire maggiore equità, proteggere le fasce economicamente più fragili e impedire che il costo dei servizi essenziali diventi un ulteriore fattore di disuguaglianza», conclude Cirulli.

Il tema resta quello della sostenibilità dei bilanci familiari in un territorio che, secondo i dati presentati dalla Uil, registra il reddito imponibile medio più basso della regione e, allo stesso tempo, uno degli aumenti più marcati del prelievo fiscale regionale.

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