Il rapporto tra l’amministrazione comunale e la Pro Loco Anagni APS finisce al centro di un nuovo intervento politico. A sollevare la questione è Difendi Anagni, che prende spunto dalla notizia di un incontro tra il sindaco e i vertici dell’associazione, avvenuto nei giorni scorsi nell’ufficio del primo cittadino.
Un confronto che, secondo quanto riportato da un quotidiano locale che ha raccontato la vicenda, sarebbe stato convocato anche alla luce delle tensioni interne alla Pro Loco e dei riflessi che queste avrebbero avuto sugli equilibri politici della maggioranza.
Ed è proprio questo passaggio a suscitare le perplessità di Difendi Anagni.
«Siamo rimasti veramente allibiti – si legge nel comunicato – quando abbiamo letto qualche giorno fa, su di un quotidiano locale, che il sindaco ha voluto riunire i vertici dell’associazione Pro Loco Anagni APS».
Il gruppo pone quindi una questione di carattere istituzionale: quali sono i limiti del rapporto tra un’amministrazione comunale e un’associazione che opera come ente del Terzo Settore?
La Pro Loco Anagni è infatti un’associazione di promozione sociale e, in quanto ETS, opera nell’ambito della disciplina prevista dal Codice del Terzo Settore.
Secondo Difendi Anagni, proprio la natura autonoma dell’associazione dovrebbe impedire qualsiasi ingerenza nelle sue dinamiche interne.
«Perché il sindaco si permette di convocare i vertici di un’associazione andando contro il principio di autonomia degli enti del Terzo Settore, che sono dunque enti privati autonomi?», si domanda il gruppo, che aggiunge: «L’ingerenza del Comune è ammissibile solo se prevista dallo Statuto della stessa Pro Loco».
Da qui l’interrogativo sulla ragione dell’incontro avvenuto nell’ufficio del sindaco e, più in generale, sulla natura dei rapporti tra l’amministrazione e gli organi direttivi della Pro Loco.
La questione si intreccia con il Codice del Terzo Settore, e in particolare con l’articolo 55 del decreto legislativo 117/2017, che disciplina il coinvolgimento attivo degli enti del Terzo Settore da parte delle pubbliche amministrazioni attraverso strumenti quali la co-programmazione e la co-progettazione. La norma richiama inoltre il rispetto dell’autonomia organizzativa e regolamentare degli ETS.
È proprio a questa disposizione che Difendi Anagni chiede che venga prestata attenzione.
«Qualche consigliere – sostiene il gruppo – dovrebbe svegliarsi e magari chiedere se venga o meno rispettato l’articolo 55 del Codice del Terzo Settore».
Un richiamo che riguarda anche il rapporto tra l’attività della Pro Loco e il sostegno dell’amministrazione comunale alle iniziative organizzate dall’associazione.
Nel comunicato viene infatti ricordato come la Pro Loco sia destinataria di contributi pubblici per diverse attività e manifestazioni cittadine, tra cui iniziative legate alle celebrazioni del Santo Patrono e al Festival del Teatro Medievale. Ed è proprio alla luce di questi rapporti che Difendi Anagni pone un ulteriore interrogativo: la collaborazione istituzionale tra Comune e Pro Loco può trasformarsi in un rapporto di condizionamento dell’associazione? Il gruppo arriva a chiedere: «La Pro Loco quindi è politicizzata e risponde al sindaco e a qualche assessore e consigliere comunale?».
Si tratta, va precisato, di una contestazione politica e di un interrogativo posto da Difendi Anagni, non di un fatto accertato. L’eventuale presenza di esponenti politici all’interno dell’associazione o i rapporti istituzionali con il Comune non costituiscono, di per sé, prova di una subordinazione della Pro Loco all’amministrazione.
Secondo Difendi Anagni, tuttavia, un’eventuale sovrapposizione tra dinamiche politiche e gestione dell’associazione rischierebbe di incidere sulla sua autonomia e sulla partecipazione degli associati.
«Se così fosse sarebbe grave – sostiene il gruppo – perché ricordiamo che questo Ente riceve sostanziosi finanziamenti dal Comune».
Il comunicato pone quindi anche il tema della partecipazione interna e del tesseramento, paventando il rischio che la Pro Loco possa diventare «Ente esclusivo e non inclusivo» qualora le dinamiche politiche dovessero prevalere sulla dimensione associativa.
La presa di posizione arriva in un momento nel quale la Pro Loco è già al centro di un confronto che coinvolge anche alcuni esponenti della politica cittadina. Una vicenda che, nelle ultime settimane, ha finito per intrecciarsi con gli equilibri della maggioranza e che avrebbe portato proprio al confronto tra il sindaco e i vertici dell’associazione.
Difendi Anagni chiede ora che vengano chiariti ruoli e competenze, ribadendo la necessità, a suo giudizio, di mantenere distinti il rapporto istituzionale tra Comune e Pro Loco e l’autonomia degli organi dell’associazione.
Una questione che, al di là delle tensioni politiche contingenti, apre un interrogativo più ampio sui rapporti tra enti locali e Terzo Settore: collaborazione istituzionale, sostegno alle iniziative di interesse pubblico e autonomia dell’associazione devono trovare un equilibrio preciso, nel rispetto delle rispettive competenze.












