Due cittadini algerini controllati dopo lo sbarco da un traghetto proveniente da Annaba. La Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Dogane hanno sequestrato tabacchi lavorati esteri e tabacco da mastico.
Oltre 8,6 chili di tabacco introdotto illegalmente nel territorio nazionale sono stati sequestrati al porto di Civitavecchia dalla Guardia di Finanza di Roma, in collaborazione con i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
L’operazione è scattata nell’ambito dei controlli sui passeggeri, sui bagagli e sui mezzi in arrivo presso lo scalo portuale, con particolare attenzione alle tratte internazionali maggiormente esposte al rischio di traffici illeciti.
Nel corso dell’attività, i finanzieri del Gruppo di Civitavecchia e i funzionari dell’Ufficio ADM del Lazio – Sede di Civitavecchia hanno sottoposto a controllo due cittadini algerini, appena sbarcati da un traghetto proveniente dal porto di Annaba.
L’ispezione dei bagagli ha consentito di rinvenire 0,400 chilogrammi di tabacchi lavorati esteri e 8,295 chilogrammi di tabacco da mastico, per un quantitativo complessivo di 8,695 chilogrammi. Secondo quanto riferito dalla Guardia di Finanza, i prodotti sarebbero stati occultati per sottrarli ai controlli doganali e al pagamento dei relativi diritti.
La merce è stata sequestrata e nei confronti dei due trasgressori sono state irrogate sanzioni amministrative per complessivi 43.475 euro. L’importo, spiegano gli investigatori, è stato calcolato sulla base della normativa vigente, applicando una sanzione di 5 euro per ogni grammo di tabacco introdotto illecitamente nel territorio nazionale.
I prodotti sequestrati saranno successivamente avviati alla confisca e alla distruzione secondo le procedure previste.
L’operazione rientra nel più ampio dispositivo di vigilanza e contrasto ai traffici illeciti transfrontalieri portato avanti dalla Guardia di Finanza in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli negli scali portuali e aeroportuali.
L’attività congiunta punta a contrastare l’evasione dei diritti doganali e delle accise, ma anche a intercettare prodotti sottratti ai controlli previsti in materia di tracciabilità, etichettatura, informazione al consumatore e avvertenze sanitarie, contribuendo alla tutela del mercato legale e dei consumatori.
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