Non ce l’ha fatta Carmine Sirica, l’uomo rimasto gravemente ferito nella violenta esplosione che la mattina del 24 agosto aveva devastato un appartamento all’ultimo piano di una palazzina in via Guado Santa Maria, a Cassino.
Per cinque giorni ha lottato tra la vita e la morte dopo essere stato investito dalla deflagrazione e coinvolto nel successivo crollo della copertura dell’edificio. Le sue condizioni erano apparse fin da subito estremamente gravi.
L’esplosione, avvenuta nelle prime ore della mattina, aveva provocato ingenti danni all’appartamento e all’intera struttura. La violenza dell’onda d’urto aveva causato anche il cedimento del tetto, trasformando in pochi istanti l’ultimo piano della palazzina in un cumulo di macerie.
Immediato l’intervento dei soccorritori, impegnati nelle operazioni di soccorso delle persone coinvolte e nella messa in sicurezza dell’area. Carmine Sirica era stato estratto e affidato alle cure del personale sanitario in condizioni gravissime. Considerata la gravità delle ferite e delle ustioni riportate, era stato trasferito al Centro Grandi Ustionati di Roma.
Da quel momento era iniziata una lunga e difficile battaglia. Nonostante le cure specialistiche, però, nelle ultime ore il suo quadro clinico non ha lasciato scampo. Carmine Sirica è morto, cinque giorni dopo quella terribile mattina che ha sconvolto la comunità di Cassino.
La notizia riporta inevitabilmente alla memoria il boato avvertito nella zona, il fumo, il crollo della copertura e la complessa macchina dei soccorsi entrata immediatamente in azione.
Resta ora da chiarire con precisione cosa abbia provocato una deflagrazione così violenta. Gli accertamenti sulle cause dell’esplosione proseguiranno per ricostruire quanto accaduto all’interno dell’abitazione.
Per Carmine Sirica, intanto, quella battaglia iniziata il 24 agosto si è conclusa nel modo più tragico. Una morte che lascia nel dolore la famiglia e l’intera comunità di Cassino, ancora scossa da quanto accaduto in via Guado Santa Maria.


















