La vicenda gattopardesca, se non grottesca, di Inps e Convitto Principe di Piemonte, richiama alla mente le contraddizioni che a Palazzo d’Iseo si finge di ignorare. All’invito di qualcuno, di far rispettare i cittadini recuperando la proprietà del Convitto dopo la “dipartita” dell’Inadel, sia dipendenti con comprensibile conflitto di interessi, che amministratori comunali, risposero piccati che l’immobile appartiene all’Istituto della (Im) Previdenza Sociale. Se le cose stanno così, perché sindaco e giunta approvano con l’appoggio della maggioranza in consiglio comunale, l’autorizzazione all’utilizzo di alcuni spazi? I conti non tornano, e se per capire occorrerà rivolgersi proprio alla “Corte dei Conti”, cittadini ed associazioni non tarderanno a farlo. Nella foto 3 leader di diversi schieramenti, tra i pochi spettatori della seduta, sconcertati dalla piega presa dagli avvenimenti. Jackal
Anagni – Bassetta, Inps e Comma 22
La vicenda gattopardesca, se non grottesca, di Inps e Convitto Principe di Piemonte, richiama alla mente le contraddizioni che a Palazzo d’Iseo si finge di ignorare. All’invito di qualcuno, di far rispettare i cittadini recuperando la proprietà del Convitto dopo la “dipartita” dell’Inadel, sia dipendenti con comprensibile conflitto di interessi, che amministratori comunali, risposero piccati che l’immobile appartiene all’Istituto della (Im) Previdenza Sociale. Se le cose stanno così, perché sindaco e giunta approvano con l’appoggio della maggioranza in consiglio comunale, l’autorizzazione all’utilizzo di alcuni spazi? I conti non tornano, e se per capire occorrerà rivolgersi proprio alla “Corte dei Conti”, cittadini ed associazioni non tarderanno a farlo. Nella foto 3 leader di diversi schieramenti, tra i pochi spettatori della seduta, sconcertati dalla piega presa dagli avvenimenti. Jackal
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