Arpino – Il ricordo del preside Crotti e della maestra Battaglia: lasciano un’eredità preziosa

Sara Pacitto
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La Menzione Speciale assegnata allo studente Diego Di Pietropaolo, dell’IIS “Luigi Pietrobono” di Alatri, è stata donata dalla prof.ssa Luisa Crotti, docente di lingue straniere, figlia del Preside Luigi Crotti e della maestra Mirella Battaglia. Con fierezza, ha consegnato il premio la giovane studentessa, nipote dei due insegnati, Rachele Abbate.

Il preside Crotti e la maestra Battaglia, venuti rispettivamente a mancare nel gennaio 2016 e ad ottobre 2020, sono due persone che ad Arpino, e nei limitrofi, tutti ricordano con particolare stima ed affetto: due vite dedicate alla cultura, alla scuola, alla formazione degli studenti, le future generazioni. Nel 1964 il prof. Luigi Crotti fu designato docente di Chimica presso l’ITIS “Nicola Parravano”. Il suo profondo impegno e la passione per la professione lo hanno da sempre contraddistinto, tanto che, con estrema fiducia, gli venne successivamente affidato l’incarico di Dirigente Scolastico. Con costanza il Preside Crotti si è prodigato per l’Istituto, sostenendo ogni iniziativa. Non ha mai fatto mancare la sua collaborazione nell’organizzazione del “Certamen Ciceronianum Arpinas”, così come per il “Certamen della Chimica”, essendo lui associato all’AICA, Amici Istituti Chimici di Arpino. Così lo ricorda l’amico e collega Enrico Quadrini «Prima da insegnante poi da Preside il prof. Luigi Crotti ha aggiunto un nuovo positivo tassello alla storia di crescita e di affermazione didattica ededucativa dell’alto patrimonio scolastico di cui la Città di Arpino èricca. Erano i tempi dei mutamenti occupazionali, i giovani si legavano alla diffusione dei mezzi di comunicazione di massa, il progresso tecnologico e scientifico avanzava insieme all’impiego dell’informatica: il Preside Crotti, da grande specialista, seppe cogliere le nuove istanze ed allestì laboratori attrezzati utilizzando strumentazione di alta tecnologia, con l’occhio sempre rivolto alla formazione e maturazione dei giovani, futuri cittadini. Luigi Crotti, un docente ed un Preside, un marito ed un padre che ha saputo scrivere una pagina importante per la storia formativa ed educativa, in un territorio non suo ma di adozione». La maestra Mirella Battaglia era una donna solare, dinamica, determinata, icona della scuola di Arpino e del prestigioso “Convitto Nazionale Tulliano”. Con mille risorse e sempre un’iniziativa da realizzare, lei era la “maestra del teatro”, in scena nella sala San Carlo, con le sceneggiature personalmente curate e gli interi pomeriggi dietro agli alunni: era occasione di cultura si, ma anche di aggregazione, divertimento, condivisione. Pure dopo il pensionamento, la maestra Mirella non si è mai tirata indietro a seguire l’istruzione dei bambini, degli adolescenti, di quanti avessero bisogno di un sostegno. Membro della sezione arpinate della “Società Dante Alighieri”, la passione per l’insegnamento si ritrovava nella professionalità con cui ha svolto il suo incarico. L’amore per la scuola, le battaglie portateavanti con il sindacato che rappresentava, l’amarezza per la chiusura del Convitto “Tulliano”. La maestra Mirella è stata un punto di riferimento per intere generazioni di studenti ma anche per l’istituzione scolastica del paese. Un sentito ringraziamento alla prof.ssa Luisa Crotti, figlia del preside Luigi e della maestra Mirella, per tenere viva la memoria dei suoi genitori, due persone emblema non solo della scuola arpinate ma della stessa città di Arpino. «Dopo la dipartita di mio padre -commenta la professoressa Crotti- mia madre ha voluto far si che il babbo continuasse ad esser parte del Certamen Ciceronianum Arpinas attraverso un premio attribuito ad uno degli studenti partecipanti. Per lo stesso motivo io, dopo il decesso di mamma, ho dato seguito alla “menzione speciale”, in loro onore, per tener fede alla loro reciproca volontà di essere vicini e sostenere la cultura». Di generazione in generazione, l’eredità più preziosa lasciata dal preside Crotti e dalla maestra Battaglia è il loro esempio. Sara Pacitto
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