Nel Lazio circa 10mila alunni in meno in un anno e fino a 9mila supplenze. Il sindacato chiede interventi sugli edifici scolastici, stabilizzazioni e un nuovo sistema di reclutamento
Caldo nelle aule, precariato e calo demografico. Sono queste, secondo la Cisl Scuola Lazio, alcune delle principali criticità che accompagnano l’avvio del nuovo anno scolastico. Il tema è stato affrontato dal segretario regionale Michele Sorge, che ha richiamato l’attenzione anche sulle condizioni degli edifici scolastici e sulla necessità di programmare interventi strutturali.
Uno dei problemi riguarda le temperature all’interno delle scuole. Secondo i dati citati da Sorge, nel Lazio appena l’1,6% degli edifici scolastici dispone di impianti di raffrescamento, una percentuale inferiore alla media nazionale. Anche sul fronte del fotovoltaico il dato resta contenuto, con circa 210 edifici dotati di impianti su oltre 3.000.
La Cisl Scuola Lazio ha quindi chiesto alla Regione di intervenire non soltanto nelle eventuali situazioni di emergenza legate alle ondate di calore, ma anche attraverso un piano di investimenti e il coordinamento con gli enti locali. Da ottobre, secondo quanto riferito dal sindacato, dovrebbe essere attivato un tavolo tecnico con organizzazioni sindacali ed enti locali per affrontare il tema dell’adeguamento degli edifici scolastici.
Scuola nel Lazio, fino a 9mila supplenze
Altro nodo indicato dalla Cisl è quello del precariato scolastico. Nel Lazio, secondo i dati riferiti da Sorge, sono state effettuate circa 4mila nomine di docenti, oltre 500 delle quali relative al sostegno. Restano però numerose cattedre da coprire, anche in alcune discipline tecnico-scientifiche per la mancanza di aspiranti.
Il numero complessivo delle supplenze potrebbe arrivare, secondo la stima fornita dal sindacato, tra 7mila e 9mila. La Cisl Scuola propone quindi un sistema di reclutamento che affianchi ai concorsi anche le graduatorie per titoli, attraverso un doppio canale che tenga conto dell’esperienza maturata dal personale precario.
Particolare attenzione viene chiesta anche sul sostegno, con la proposta di adeguare l’organico alle effettive necessità delle scuole.
Calo demografico e dimensionamento scolastico
A preoccupare è inoltre la diminuzione degli iscritti. Secondo le elaborazioni citate dalla Cisl Scuola Lazio, tra l’anno scolastico 2025-2026 e il 2026-2027 si registrerebbero circa 10mila alunni in meno nel Lazio, soprattutto nella scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado.
Il sindacato contesta l’utilizzo del calo demografico come criterio per ulteriori riduzioni degli organici e per il dimensionamento scolastico. Il rischio evidenziato è quello di avere classi più numerose nelle aree metropolitane e una progressiva riduzione dei servizi scolastici nei piccoli centri e nelle aree interne.
Una situazione che, secondo la Cisl, rischia di alimentare ulteriormente lo spopolamento dei territori più fragili, riducendo i servizi disponibili per le famiglie e rendendo meno attrattivi i piccoli comuni.













