Regione – CIA Latina: agricoltura orfana di stagionali, occorre sanatoria ragionata per immigrati

Irene Mizzoni
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In Italia e in tutta Europa la crisi causata dal diffondersi della pandemia del coronavirus mostra i propri effetti anche sul settore agroalimentare. Con la chiusura delle frontiere nell’Unione Europea mancano, infatti, oltre un milione di lavoratori agricoli stagionali nelle campagne dei principali Paesi agricoli. Sia Francia che Germania dovranno fare i conti con la mancanza di circa 200 mila lavoratori agricoli ciascuno, mentre nel Regno Unito il deficit riguarda circa 80 mila lavoratori. In Italia ne occorreranno circa 250 mila. Sulla base dei dati presentati nel Dossier Statistico Immigrazione risulta che il territorio Pontino risulta al 4^ posto tra le province italiane con la presenza più significativa di lavoratori stranieri in agricoltura: la provincia di Bolzano assorbe il 5,7% degli stranieri attivi nel settore, seguita Verona (5%), Foggia (4,9%), Latina (4,1%) e Trento (3,9%).

<<Stiamo riscoprendo – afferma il Presidente Perfili – che l’agricoltura è vitale per il Paese e non può fermarsi, dopo aver parlato e scritto di agricoltura 4.0, agricoltura di precisione, agricoltura digitale, con tutto il carico di innovazione e di specializzazione che questi termini si portano dietro, ci accorgiamo che abbiamo un problema urgente di occupazione per i prossimi mesi, essenziali per la raccolta di frutta, verdura, e per la vendemmia. Servono soluzioni di buon senso. Serve concretezza. Occorrono i lavoratori italiani e sono necessari i lavoratori stranieri. Fianco a fianco. Nessuno escluso. I disoccupati, i cassaintegrati, i pensionati e studenti, i voucher c’erano anche prima del coronavirus, però non c’è mai stata una affluenza nelle nostre campagne per raccogliere i nostri prodotti>>. Per il Presidente di CIA-Latina occorre <<una sanatoria degli immigrati irregolari, ragionata, sulla base della legge Bossi-Fini. Il datore di lavoro fornisce un contratto e un domicilio all’immigrato, poi paga un contributo allo Stato e in questo modo si sana la sua posizione. È stata fatta già tre volte in passato. Ma ci sono momenti in cui la politica diventa incomprensibile, non si capiscono infatti le resistenze. In questo modo si risolve un problema sanitario, soprattutto in questo momento, perché si evita di avere “fantasmi” che circolano per il paese e sembra una cosa oltre tutto, vantaggiosa anche per lo Stato che incassa contributi e tasse. La Cia Latina nell’aderire all’appello di Don Ciotti (#regolarizziamoli) chiede pertanto ai Ministri dell’Agricoltura e del Lavoro, nonché alle istituzioni regionali di attivarsi in tale senso facendo coesistere le ipotesi annunciate relative ai percettori di ammortizzatori sociali e voucher, ma sapendo che queste ultime, molto probabilmente, non saranno sufficienti>>.
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Irene Mizzoni
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