L’assessore regionale all’Agricoltura: «Una misura che sostiene anche le produzioni agroalimentari italiane». La nuova edizione prevede 1.000 euro complessivi per oltre 1,1 milioni di famiglie.
«La nuova edizione della Carta Dedicata a Te è una misura concreta che coniuga il sostegno alle famiglie in difficoltà con la valorizzazione delle produzioni agroalimentari italiane». Lo dichiara l’assessore all’Agricoltura, alla Sovranità alimentare e al Bilancio della Regione Lazio, Giancarlo Righini, commentando la nuova edizione della misura presentata il 21 settembre.
La Carta Dedicata a Te 2026 coinvolgerà 1.177.597 nuclei familiari in Italia e prevede un contributo complessivo di 1.000 euro per famiglia, suddiviso in due tranche da 500 euro. Il primo accredito è previsto dal 4 novembre 2026, mentre la seconda tranche sarà disponibile a partire da aprile 2027.
«Un plauso al Governo Meloni e, in particolare, al ministro Francesco Lollobrigida per aver rafforzato uno strumento che mette a disposizione oltre un miliardo di euro per più di 1,1 milioni di nuclei familiari», aggiunge Righini.
Secondo quanto previsto dalla nuova edizione, la misura è destinata ai nuclei familiari con almeno tre componenti e con ISEE non superiore a 15.000 euro, che non beneficiano di altri strumenti di inclusione sociale o sostegno alla povertà. Non è necessario presentare una domanda: i beneficiari vengono individuati dall’INPS e indicati dai Comuni.
La Carta può essere utilizzata per l’acquisto di generi alimentari di prima necessità, con particolare attenzione alle produzioni delle filiere italiane e ai prodotti DOP e IGP. Sono inoltre previste convenzioni con la grande distribuzione che garantiscono uno sconto aggiuntivo del 15% nei punti vendita aderenti.
Per Righini, il provvedimento rappresenta quindi anche uno strumento di sostegno alle filiere agroalimentari italiane. «La Carta ha inoltre il grande merito di coniugare solidarietà e politica economica. Le risorse destinate alle famiglie diventano infatti anche uno strumento per valorizzare le produzioni agroalimentari italiane di qualità, le nostre filiere, i prodotti DOP e IGP e, quindi, il lavoro quotidiano di agricoltori, allevatori e imprese», afferma l’assessore.
«È particolarmente significativo il dato ricordato dal ministro Lollobrigida: circa il 90 per cento delle risorse torna al Sistema Italia attraverso l’acquisto di prodotti alimentari di prima necessità e di qualità Made in Italy», conclude Righini.












