Giovani Democratici di Frosinone: «Ripudiamo la guerra, vogliamo lavoro e diritti»

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La Federazione provinciale rilancia le parole della segretaria nazionale Virginia Libero. Mario De Cunto: «Non vogliamo essere carne da macello».

FROSINONE – Il tema del disarmo e delle politiche di pace entra nel dibattito politico provinciale. La Federazione dei Giovani Democratici di Frosinone ha rilanciato le parole pronunciate dalla segretaria nazionale Virginia Libero dal palco della Festa nazionale dell’Unità di Reggio Emilia: «Non saremo noi i soldati delle vostre guerre, organizzeremo i disertori». La frase, pronunciata durante l’intervento del 13 settembre, ha alimentato nelle ultime settimane un confronto politico sul tema della guerra, del riarmo e delle priorità di spesa.

I Giovani Democratici di Frosinone affermano di aver portato avanti, insieme alla cittadinanza attiva e organizzata, iniziative a sostegno del disarmo e di un modello di sviluppo definito pacifico e sostenibile per il territorio provinciale.

A intervenire è Mario De Cunto, segretario della Federazione provinciale dei Giovani Democratici di Frosinone, che lega il tema del riarmo alle politiche sociali ed economiche.

«La nostra generazione ripudia la guerra, e non ha intenzione di imbracciare le armi per le guerre dei ricchi», dichiara De Cunto. «Abbiamo sanità, istruzione e politiche industriali costantemente sottofinanziate, non vogliamo buttare altri soldi nel riarmo».

La posizione dei Giovani Democratici punta quindi sulla richiesta di maggiori investimenti in istruzione, sanità, università, ricerca e politiche industriali, indicando come priorità la creazione di nuova occupazione stabile e di qualità.

«Vogliamo lavoro e diritti, non essere carne da macello», conclude De Cunto.

Le parole di Virginia Libero hanno suscitato un confronto anche all’interno del Partito Democratico e tra le diverse sensibilità del centrosinistra. La stessa segretaria dei Giovani Democratici ha successivamente precisato che il suo intervento non metteva in discussione il sostegno all’Ucraina, dichiarando di condannare l’azione di Vladimir Putin.

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Redazione
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